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martedì 13 dicembre 2011

Animali di cui ignoravo l'esistenza (e forse era pure meglio): il Weta Gigante neozelandese!

by pio1976
Il Telegraph dedica un'interessante intervista all'entomologo (e fotografo per il National Geographic) Mark Moffett, nella quale si parla del suo incontro con i Weta Giganti neozelandesi, gli insetti più grandi del mondo, talmente grandi che riescono a rosicchiare una carota.


Photo: SOLENT


O_O

venerdì 6 maggio 2011

"Come into my parlour", said the spider to the ANT

by pio1976
Citazione filologicamente sbagliata (che se la sento dire a te vengo lì col mio ditino puntato e ti faccio la predica) per un filmato pazzesco, girato da Ahmet Ozkan con una panasonic fz35/38 e lente addizionale macro raynox dcr-250.

(attenzione al colpo di scena finale)

Spider attack from Ahmet Ozkan on Vimeo.

mercoledì 28 luglio 2010

Aracnofobi? Buona visione.

by pio1976
Devo rivaultare il fatto che i ragni dalle gambe lunghe non mi facciano più di tanta impressione.

Dipende dal numero, evidentemente.

lunedì 10 maggio 2010

Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale, anzi no! Al Parco Natura Viva!

by pio1976
Post lungo, quindi prenditi quel caffè e mettiti comodo.

Una volta, in casa B, la domenica mattina si dormiva fino a tardi.

Ora invece la mattina di (ogni) domenica si apre con Emma che scende dal suo letto e viene a svegliarti. Delle volte anche alle sette e mezza. Che di domenica, quando non esiste l’obbligo dell’asilo – scuola – ufficio, non è esattamente una figata.

Ed è così che è andata ieri: Emma si infila furtiva nel lettone e sta tranquilla due-minuti-due, tempo in cui costringe il sottoscritto a raccontargli una storia (in questo periodo va un casino Kirikù e Karabà, oppure gli Ewoks che sulla luna di Endor salgono sugli alberi e non riescono più a scendere, allora deve arrivare un’unità C1 a tirarli giù, ma qualcosa va storto e sono cazzi per tutti). Dopo questi due minuti di calma, Emma si stufa, scende dal letto e inizia a fare un tale casino che bisogna tirarsi su tutti.

Quindi in pratica alle 8.00 di domenica mattina siamo già tutti in piedi come se fosse un qualsiasi martedì. Perso per perso (il sonno), decidiamo di sfruttare l’intera giornata e andare al Parco Natura Viva: un parco faunistico, con zoo-safari annesso, che si trova nelle vicinanze di Verona.

Stacco: aneddoto Emmesco.
Comunichiamo l’idea a Emma:
Io: “Emma ti piacerebbe andare allo zoo?”
Emma: “Sìììììì!!”
Mamma: “Ma sai che bello? Andiamo con la macchina e passiamo in mezzo agli animali selvaggi! Vedremo i leoni, le giraffe, gli ippopotami, i rinoceronti!”
Emma: “Che bello! Che bello!”
Io: “Emma, che animale ti piacerebbe vedere, tanto tanto, allo zoo?”
Emma: “Mi piacerebbe vedere… … … … … … i topi.” O.O

Fine aneddoto Emmesco.

Parte la macchina organizzativa perfettamente oliata, e siamo talmente pratici che in un battibaleno ci prepariamo e ci mettiamo in macchina… alle 11.10 (Ebbene sì, quando hai due marmocchi il tempo di organizzazione tende a dilatarsi un po’…).

Il tragitto verso il parco (1h30’ circa, da PD) è praticamente un susseguirsi interminabile di “Siamo arrivati?” “Siamo arrivati?” “Siamo arrivati papà?” di Emma, che freme all’idea di vedere gli animali selvaggi.
Nel frattempo i topi hanno lasciato il posto di Animale Più Desiderato alla ben più feroce tigre. Solo che l’esperienza che ha Emma in fatto di tigri la lascia un po’ in imbarazzo: non sa se si troverà davanti la bonaria Raja di Aladdin o il temibile Shere Khan del Libro della giungla. Quindi l’aspettativa di Emma nei confronti della forma di vita multicellulare a strisce (cit.) è un misto di affettuosa curiosità e terrore cieco.



Arriviamo al parco, che si divide principalmente in due parti: zoo safari e parco faunistico.

Stacco: aneddotto Graziangelesco.
Arriviamo e c’è una coda che non finisce mai per lo zoo safari.
Graz: “Scusi, lei, addetto all’ingresso, ma è sempre così?”
Addetto: “Ma porc Beh, signora, è domenica, crist veda lei...”

Fine aneddoto Graziangelesco.


Iniziamo con il safari. Taglierò corto: la parte del safari è quasi una merd ampiamente trascurabile. Ok, il mio giudizio sarà forse fuorviato dalla quantità smodata di gente che ci ha obbligato a fare colonna praticamente dall’inizio alla fine, che ti viene da pensare "Ma quanto cazzo di smog si respirano, ‘ste povere bestie". E il mio giudizio sarà sicuramente fuorviato anche dall’abilità ninja di alcuni animali, capaci di rendersi invisibili (maledetti ghepardi).
Però anche ripensandoci a mente fredda gli animali più “sensazionali” sono davvero pochi, e per una buona metà del giro si sta in attesa di qualcosa che o non si vede (ri-maledetti ghepardi ninja) o che si vede molto, ma molto, da lontano (maledetti leoni).

Fortuna che poi si recupera con il parco faunistico, che invece è davvero bellissimo.
La struttura del parco faunistico è tutta un saliscendi di sentieri che attraversano le varie aree, saliscendi in alcuni tratti impegnativi per un passeggino, che ti viene da pensare "Ma come cazzo farà un disabile..."; inoltre una nuova sezione del parco (Sentieri d’Africa) ti permette di recuperare tutti quegli animali che non hai avuto modo di vedere in macchina (mi riferisco soprattutto ai leoni, dato che i maledetti ghepardi rimangono evidentemente nascosti nelle ombre a esercitarsi nel lancio di shuriken).

Nel parco faunistico si scatena la fissaz l’aspettativa di Emma, che è talmente proiettata verso la sua amata tigre che tutte le altre cose passano in secondo piano…
Io: “Emma, guarda l’anaconda, pensa che è il serpente più grande del mondo”
Emma “Dov’è la tigre?”
Io: “Emma, guarda l’orso dagli occhiali che dorme sopra il ramo!”
(c’era ‘sto orso che dormiva a dieci metri da terra, sopra un ramo, fantastico, mi ha ricordato questo)
Emma “Sì, vabbè, dov’è la tigre?”
Io: “Emma, guarda il ghepardo, sta uccidendo i cuccioli di crisocione a colpi di Kusarigama!!!
Emma “Sì, ok, bello, bello, ma dov’è la tigre?”


Quindi capirete bene che a fronte di tanta insistenza decidiamo di dare la priorità alla tigre, e ci accalchiamo dietro alla vetrata che separa i visitatori dall’area della tigre, insieme a venti bambini che spingono e si danno di gomito, per cercare di vedere il felino.
Che però deve essere ninja anch’esso, dato che non si fa vedere, lasciandomi indeciso se A. credere che sia tutto un bluff e che la tigre in realtà non ci sia oppure B. lanciare uno dei suddetti bambini dentro l’area della tigre, come esca.

Dopo un po’ ci stanchiamo di aspettare e decidiamo di andare a mangiare.
Al Parco Natura Viva hai tre possibilità per mangiare:
Possibilità 1. Ristorante (“Simba Self Service”): prezzo contenuto (cotoletta e patatine euro 5,50), un po’ di affollamento nell’orario critico.
Possibilità 2. Area pic-nic: ti porti i panini da casa. Secondo me, alla fine, è la soluzione migliore.
Possibilità 3. Bar. Noi abbiamo provato quello vicino all’ingresso del parco (“Panda Bar”): qualità infima (panini in busta di plastica con affettato pseudo sintetico e pane gommoso), valore aggiunto: chi ti batte i prezzi e ti prepara i panini – la “faccia” del bar, quindi - è un personaggio che ricorda molto Marcello Lippi, solo più antipatico, e ho detto tutto.

Comunque alla fine riprendiamo il giro e ripassiamo dalla tigre, che stavolta arriva, passa davanti alla vetrata ed Emma è felicemente terrorizzata, o paurosamente contenta.



Archiviata la pratica Tigre, si passa al resto del parco.

Purtroppo dopo poche curve Emma scopre il cartellone dell’area riservata ai dinosauri e tutta l’attenzione si sposta verso il Tirannosauro.

Io: “Emma guarda c’è il pavone che fa la ruota”
Emma: “Sì, vabbè, ma dov’è il Denti Aguzzi?” (cit. oscura ai più)
Io: “Emma guarda, gli scimpanzé stanno smembrando un guardiano!!!!”
Emma: “Voglio vedere il Denti Aguzzi!!!”
Io: “Emma guarda! Il ghepardo sta facendo a pezzi a colpi di Naginata i cuccioli di macaco dalla coda di porco!!!
Emma: “Sì, ok, bello, bello, ma dov’è il Denti Aguzzi, papà?”


Quindi andiamo a farci il giro nell’area dedicata ai dinosauri, che ti può piacere solo se hai cinque anni o se sei un creazionista. Poi fortunatamente non ci sono altri cartelloni che attirano l’attenzione di Emma, e quindi possiamo finire il giro del parco.

Segue il ritorno a casa, dove il susseguirsi interminabile di “Siamo arrivati?” “Siamo arrivati?” “Siamo arrivati papà?” è smorzato dalla stanchezza di una gran bella giornata, diversa dal solito.

In conclusione:
1. andateci, che è molto bello,
2. portatevi il cibo da da casa,
3. tralasciate pure lo zoo safari, dato che – a parte le giraffe – non vi perdete praticamente niente.

Gran bella giornata, comunque.

giovedì 2 luglio 2009

Il mostro delle fogne. Davvero.

by pio1976
Davvero?

Le riprese sono di un robottino usato nell'eplorazione e manutenzione delle fogne sotto un centro commerciale (il Cameron Village in North Carolina)

Lo chef consiglia di accompagnare la visione del filmato con delle trippe al sugo.



Ennesima operazione virale per il lancio di qualche film / videogioco o reale organismo vivente misterioso e [davvero davvero] inquietante?

martedì 29 gennaio 2008

Spaghettino allo scoglio?

by pio1976
Ogni anno la Christmas Island (Australia) viene letteralmente invasa dai granchi.

TANTI granchi.



ma anche un po'
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