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martedì 16 ottobre 2012

[RECE] Being Elmo: A Puppeteer's Journey (e "Dei Documentari Nei Cinema")

by pio1976
Ogni tanto perdo qualche decina di minuti a sfogliare i trailer dei film in uscita; non di quelli in uscita IN ITALIA, bensì dei film in uscita negli US of A.
Già, perché delle produzioni ammereghane, in Italia, ne arriva sì e no un cinquanta per cento. Del restante 50%, una buona parte è rappresentata da documentari, genere di cui sono vorace spettatore.

Ogni tanto capita un trailer che mi intrippa tantissimo; seguono maledizioni derivanti dalla consapevolezza che nelle sale italiane, quel documentario, non arriverà mai*; segue rimozione del ricordo, segue causale imbattersi nella notizia che, di quel documentario, sono stati rilasciati dei sottotitoli, segue spasmodica ricerca del film, segue visione del film, segue gioia.

Uno dei documentari in questione, e l'ultimo che ho visto in ordine di tempo, è Being Elmo: A Puppeteer's Journey, la storia di come Kevin Clash, da ragazzino della periferia di Baltimora, sia diventato, per usare un'espressione cara ai miei più affezionati lettori, Master Of Puppets per i Muppets, per i quali ha ridato vita, con successo inaspettato, a un pupazzo che era caduto nel dimenticatoio. Elmo, per l'appunto.



Si parte da Baltimora, dove Kevin Clash è nato e cresciuto, si passa per (e si parla soprattutto del)l'incontro con la mente creativa dei Muppets, Jim Henson, e si arriva fino ai giorni nostri, attraverso un percorso affascinante, anche dal punto di vista tecnico-artistico.

La cosa più interessante del documentario riguarda però un aspetto che non è immediato, ma che a un certo punto del film arriva come una freccia.
Piccola premessa per chi non conosce bene il personaggio (nemmeno io lo conoscevo bene, al di là di qualche reminiscenza di quand'ero bambino e di qualche cartone che guardo insieme alle mie bimbe): Elmo è praticamente la personificazione dell'amore inondizionato; questo colpisce molto soprattutto alla luce della storia di Kevin Clash, o ancora meglio del sostegno incondizionato che ha avuto dai propri genitori.

Mi spiego meglio.

Immaginatevi di avere una passione fin da bambino. Una passione che, da bambini, è perfettamente normale, ma via via che si cresce e si diventa adulti diventa un po' weird: la vostra passione è giocare coi pupazzi.

A - che so - 16 anni andate dai vostri genitori e gli dite: "Papà, mamma, da grande voglio fare il PUPAZZARO". Probabilmente mio padre e mia madre mi avrebbero detto, eufemisticamente e nella migliore delle ipotesi: "...sei proprio proprio proprio sicuro?"

I genitori di Kevin, invece, lo supportano subito con entusiasmo, senza battere ciglio. "Vai a New York, Kevin, vivi il tuo sogno!". Notevole, eh?
Altro esempio: ad un certo punto si racconta un aneddoto: il piccolo Kevin trova in un armadio un trench, del padre, con inserti in pelliccia, cosa che ispira il ragazzino a prendere il suddetto trench, TAGLIARLO CON LE FORBICI e FARNE UN PUPAZZO.
Mio padre mi avrebbe rincorso per casa, credo... invece qual è la reazione del padre di Kevin? "Come l'hai chiamato, il pupazzo? Ah, ok, la prossima volta, però, chiedi."

Hai un sogno, figlio? Faremo di tutto affinché il tuo sogno si realizzi. È una cosa che colpisce e dà molto da riflettere, sull'Essere Genitori, no? Una bella lezione.

Se devo trovare un difetto al documentario (e non è un difetto da poco, eh) è la mancanza di approfondimento sulle origini della passione di Clash: la cosa è un po' abbozzata... ma nel complesso rimane un bel documentario, che racconta una bella storia.


*per giustificare asterisco e titolo del post chiudo con un piccolo spazio "locale" diviso in due punti:
1. Mi lamento spesso del fatto che i documentari di un certo tipo, nel nostro paese, nei cinema non arrivino MAI. Ultimamente qualcosa si muove: i cinema del circuito The Space proiettano documentari interessanti nell'ambito del loro programma Extra. Nello specifico, il 22 e 23 ottobre torna nelle loro sale (padovani: tutti a Limena!) il documentario sui primi vent'anni di carriera dei Pearl Jam, PJ20, di cui vi avevo parlato un po' di tempo fa)
2. Proprio a Padova, nei prossimi giorni, e precisamente dal 18 al 21 ottobre nelle sale del cinema Porto Astra, si svolgerà il Detour Film Festival. All'interno della rassegna si potrà vedere, tra le altre cose interessanti, una retrospettiva dedicata a Werner Herzog, con la proiezione di 3 suoi documentari (Cave of Forgotten Dreams , Encounters at the End of the World e Into the Abyss).
Andateci: occasioni per vedere al cinema certi documentari sono da prendere al volo.

martedì 6 marzo 2012

[RECE] PJ20

by pio1976
Ho recuperato, in colpevole ritardo, il più bel documentario musicale della storia documentario prodotto per celebrare i 20 anni del gruppo musicale più importante degli ultimi vent'anni dei Pearl Jam: Pearl Jam Twenty.



Cameron Crowe, il regista del documentario, ha fatto un gran bel lavoro, tagliando e cucendo filmati provenienti da varie fonti, amatoriali e non (tutte citate in modo scrupoloso prima dei titoli di coda) e assemblando col cuore in mano un vero e proprio omaggio alla band, sottolineandone i momenti chiave, dagli esordi alla battaglia con TicketMaster, dal rapporto con gli altri gruppi della scena di Seattle (e con Wood, Cobain e Cornell, soprattutto), alla tragedia di Roskilde, fino ai giorni nostri, senza tralasciare momenti leggeri e molto divertenti come Stone Gossard che ritrova il Grammy in cantina, McCready che descrive la staffetta dei batteristi e Chris Cornell che descrive Mike McCready ("This guy’s a… he’s a fucking rock star. Like, he’s got problems. And we just thought he was a nice little kid. And he’s got something in there. Like… he’s infected and that’s gonna come out again somewhere. Good luck, guys."

Se proprio devo indicare un piccolo difetto, la cosa che salta all'occhio è che non viene minimamente approfondita la vita privata dei protagonisti, laddove per "privata" intendo nello specifico le famiglie dei membri del gruppo, i matrimoni e il divorzio di Eddie Vedder, la malattia di McCready (che, a onor del vero, viene accennata, ma non approfondita); la cosa è giustificabile nell'ottica del fatto che il documentario parla della storia della band, e non dei suoi singoli membri: infatti tutti gli avvenimenti citati poco fa (TicketMaster, Roskilde etc.) vengono analizzati e descritti secondo l'impatto che hanno sul gruppo come entità d'insieme. Questa lacuna però, a livello puramente documentaristico, secondo me si fa sentire.

A parte questo piccolo difetto è un gran bel documentario: un tuffo emotivo nel passato per chi, come me, nel 1991 si è innamorato dei Pearl Jam e ne ha fatto la colonna sonora della propria vita (in alcuni casi letteralmente, per quanto mi riguarda: chi mi conosce bene sa a cosa mi riferisco).

E, se avete avuto la fortuna di avere l'età giusta nei primi anni '90, avrete la pelle d'oca per tutta la durata del film, come è successo al sottoscritto.

(Che poi pensavo: c'è poco da fare e non è per fare il nostalgico, ma alla luce di questo:



sticazzi il brit pop, sticazzi il nu metal e tutto quello che è venuto dopo).

Grandi Pearl Jam, arrivederci al PJ40.

venerdì 3 giugno 2011

[DOCU] Into Eternity

by pio1976
Strano che questo bel documentario non sia arrivato in Italia, proprio quest'anno...

Strano? STRA-NIS-SI-MOOO! [sarcasmo]
(dovrebbero ideare un emoticon, per il sarcasmo).

Locandina!



Imdb liquida la pratica sinossi riducendo il tutto a "A documentary on the safety of nuclear storage".

In realtà Into Eternity è molto di più: è la storia di come in Finlandia, e più precisamente ad Olkiluoto, stiano costruendo ("scavando" sarebbe più corretto) questo gigantesco deposito sotterraneo per conservare le scorie radioattive. Ma questo è solo il prologo.


BONUS! Educational piecar! Scopri come stanno facendo!




Una volta ultimato (e riempito di scorie), il deposito verrà chiuso e sigillato nel 2120, e dovrà conservare le scorie per 100 mila anni.

Perché 100 mila anni? Perché, detto in soldoni, è quanto ci mettono le scorie radioattive a diventare innocue (alla faccia dell'energia pulita).

100. MILA. ANNI.

Aspetta aspetta, in che anno siamo? 2011? Ecco. Bisogna immaginarsi il 102011.
Che fa strano anche solo a scriverlo, adesso.

Alla luce di questo dato temporale scienziati, politici e tecnici vengono interrogati sulle domande che ci si è dovuti porre per mettere in atto un progetto del genere.

Domande tipo: "tra - che so - altri 2000 o 5000 anni la società come sarà? L'uomo avrà i mezzi per rendere innocue (o magari riutilizzare) le scorie?"

E ancora, mettiamo che l'umanità venga spazzata via, che ne so, tra 15.000 anni, e poi un'altra forma di vita (o magari gli stessi umani che nel frattempo sono andati a vivere su altri pianeti) tornasse sul posto, sarebbe meglio "dimenticare" il deposito in modo che nessuno possa accedervi? Oppure sarebbe meglio, a scanso di equivoci, mettere dei cartelli per avvisare del pericolo? E in questo caso, graficamente, come si potrebbe illustrare il pericolo in modo che chi dovesse leggere i cartelli di pericolo non sia "incuriosito" e portato quindi a scoperchiare una cosa potenzialmente molto pericolosa?

Documentario quindi molto interessante per capire quanto l'energia sbandierata da molti come pulita, proprio pulita pulita, alla fine, non lo sia.

Segnalo che (finché dura) su youtube è possibile vedere tutto il documentario, diviso in cinque parti, sottotitolato in italiano, a questo indirizzo.

Nota a margine: se poi uno ci pensa (scavi sotterranei per chilometri, claustrofobia, 100.000 anni nel futuro) questo documentario fornisce tanti di quegli spunti per videogiochi e film di fantascienza...

martedì 21 settembre 2010

Billy Mitchell must be pissed.

by pio1976


"Billy Mitchell must be pissed. The certified "Video Game Player of the [20th] Century" has lost the Donkey Kong world record -- again -- to longtime rival Steve Wiebe. Wiebe nudged Billy's July 31 record of 1,062,800 points with a masterful 1,064,500-point effort, achieved on August 20 and confirmed today by score authority Twin Galaxies. The two rivals memorably starred in the 2007 documentary The King of Kong: A Fistful of Quarters."

Leggete qua.

Come? I nomi Billy Mitchell e Steve Wiebe non vi dicono niente???

Quale ottima occasione per farvi una cultura!

venerdì 10 settembre 2010

[RECE] The Pixar Story

by pio1976


Come dice il titolo, è un documentario sulla storia della Pixar, ma detto così è riduttivo, dato che i fondatori della Pixar furono pionieri dell'animazione tridimensionale generata dal computer fin dagli anni '70, quindi alla fine non è più un documentario sulla storia della Pixar, ma finisce per essere un documentario sulla storia dell'animazione computerizzata, dalla sua nascita agli sviluppi successivi.

Pionieri. Ma quanto? Eben Ostby, che nessuno di noi conosce ma che io personalmente invidio anche solo per il fatto di poter mettere la qualifica "animation scientist" sotto il proprio nome nei biglietti da visita, spiega questo aspetto pionieristico in una frase: "inventammo le tecniche che poi usavamo".

Rileggete questa frase.

"Inventammo le tecniche che poi usavamo".

Quindi non più l'idea che viene adattata ai limiti tecnologici, ma la tecnologia che viene creata per soddisfare le esigenze creative.

John Lasseter, Brad Bird, Steve Jobs (tra gli altri) portano la testimonianza diretta degli inizi del loro interesse per l'animazione "non tradizionale", di come questa fosse vista come una minaccia dagli addetti ai lavori di allora, e di come la tecnologia si sia nutrita della loro curiosità e competenza (e viceversa) per raggiungere obiettivi che sembravano, in partenza, impossibili.

Aneddoti, sequenze inedite relative alla lavorazione dei vari film, storie personali.

Davvero molto interessante.

mercoledì 25 agosto 2010

[RECE] Earthlings

by pio1976
da Wikipedia: Earthlings è un documentario antispecista del 2005 scritto, prodotto e diretto da Shaun Monson e narrato dall'attore ed animalista Joaquin Phoenix. La colonna sonora è stata composta dal musicista ed attivista dei diritti animali Moby. Il documentario ha avuto un grande successo presso le comunità animaliste di tutto il mondo. Il filosofo animalista Peter Singer ha detto: «Se potessi mostrare un film ad ogni persona nel mondo, sceglierei Earthlings.»



Il presupposto su cui si basa film è il seguente: esiste una forma di discriminazione specista, cioè basata sull'appartenenza a una specie; e così come il razzismo predica la superiorità di una razza su un'altra con conseguente prevaricazione dei diritti di quest'ultima, allo stesso modo lo specismo afferma la superiorità degli esseri umani sulle altre specie animali, con conseguente sfruttamento di questi ultimi al fine di soddisfare i bisogni dell'uomo.

Il documentario analizza tutti gli ambiti in cui gli uomini sfruttano gli animali, provocando loro atroci sofferenze: si va dal dal cibo all'abbigliamento, dal divertimento (circo, corride, caccia etc) alla sperimentazione scientifica.

Fin qui niente di nuovo, se non che l'analisi dei vari fenomeni (e quindi praticamente tutto il documentario), è accompagnato da immagini molto crude, girate con telecamere nascoste all'interno di allevamenti, circhi, macelli e laboratori (uno degli slogan con cui è stato lanciato il film è: "One of the most violent films of all time... only it's real".)

Sul sito ufficiale c'è il trailer, se invece volete vederlo, eccovi la versione COMPLETA sottotitolata in italiano (non meravigliatevi, il film è disponibile gratis per tutti, nei titoli di coda c'è la richiesta esplicita "please show this film to others".

Come dicevo: immagini crude, siete avvisati (ma cercate di guardarlo, è un documentario molto interessante, e l'immagine è più potente della parola).



Immagini che lasciano veramente senza parole; al di là delle immagini sconvolgenti che sono state riprese all'interno dei macelli, la scena più toccante è quella che c'è a 1h18m05s: uno scimpanzè, di cui si vede solo il braccio teso uscire dalla gabbia per cercare, con la mano sul vetro, la mano della persona all'esterno, quasi a chiedere aiuto. Ma sono davvero molte le sequenze da groppo in gola.

Un documentario così andrebbe fatto vedere nelle scuole.

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Altri documentari degni di nota recensiti da piecar:
The Cove
Religulous
The King of Kong
Jesus Camp

mercoledì 10 febbraio 2010

[DOCU] The Cove, ovvero: l'inspiegabile crudeltà dell'uomo

by pio1976
Introduzione 50% qualunquista e 50% seria per chi vive sulla luna: i Giappi, oltre ad essere gente davvero strana, sono una delle ultime 3 nazioni rimaste a dare la caccia alle balene (le altre due sono Norvegia e Islanda).

Oltre a eludere le leggi per la caccia alle balene appellandosi al fatto che la cattura è consentita per i soli scopi scientifici (a volte in modo abbastanza naif), i Giappi sono responsabili del massacro di un altro animale, che per inciso rientra sempre nell'ordine dei cetacei, ma che non è protetto dalle leggi contro la caccia alle balene: il delfino.

Ma perché i Giappi cacciano e uccidono i delfini?

Tutto nasce a metà degli anni '60, quando negli Stati Uniti il telefilm Flipper fa scoprire agli Americani et al mondo intero quanto siano intelligenti e affettuosi i delfini.

I bambini vogliono vedere i delfini dal vivo, e nascono i primi delfinari.
I delfinari hanno successo, e nascono nuovi delfinari in tutto il mondo.

Da qui inizia la storia dello sterminio dei delfini, che ha il suo mattatoio nella baia di Taiji, in Giappone, luogo off-limits per fotografi e giornalisti dove ogni anno vengono massacrati più di 20.000 delfini, oltre a quelli catturati e smistati in giro per i delfinari di mezzo mondo.

E da qui parte il documentario The Cove, che parla di Ric O'Barry, che da addestratore di delfini (fu lui in persona ad addestrare i primi delfini per il telefilm Flipper) è diventato l'attivista numero uno nella lotta contro la caccia dei delfini e contro il loro sfruttamento nei delfinari.

Ric, con l'aiuto di Louie Psihoyos (regista del documentario nonché fotografo con alle spalle 18 anni di collaborazione con il National Geographic) e di un manipolo di gente in gamba, da tecnici del suono a sommozzatori, cercherà di far luce su quanto accade nella baia (The Cove, appunto), ma si dovrà scontrare con il governo locale e con gli altissimi interessi economici e politici in ballo.

Trailer:



La storia è emozionante e il documentario, oltre ai temi che uno si aspetta, ha delle atmosfere che vanno dalla spy-story all'azione pura, il tutto condito dal magone e dal sentimento di indignazione che mi hanno accompagnato per buona parte del documentario.

Da vedere.

Poi non so voi, ma io mi meraviglio sempre di come certi documentari, nonostante vari riconoscimenti anche ad alto livello (The Cove è candidato all'Oscar, quest'anno) in Italia non ci arrivino mai. Fortuna che c'è la rete, va'...


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Altri documentari degni di nota recensiti da piecar:
Religulous
The King of Kong
Jesus Camp

mercoledì 20 maggio 2009

[DOCU] Religulous!

by pio1976
Vi consiglio caldamente Religulous, un bel documentario in cui il comico Bill Maher va in giro per il mondo a intervistare esponenti delle tre grandi religioni monoteiste e delle loro derivazioni.

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A dispetto di quanto uno si possa immaginare dal nome del regista (è lo stesso di Borat), il film non è una sequela di sfottò e di prese in giro, come avveniva per Borat, ma un'analisi - in alcuni casi anche abbastanza profonda - di come il dubbio, e non la cieca fede, debba essere il motore che l'uomo dovrebbe avere per cercare le risposte alle proprie domande.

Vengono a galla le solite cose aberranti (la negazione dell'evoluzionismo e le teorie dei creazionisti sono francamente incredibili) e altre cose curiose (ad un certo punto viene intervistato un ebreo esperto di tecniche e tecnologie per far svolgere meccanicamente durante lo Shabbat quelle attività che altrimenti sarebbero vietate, tipo comporre un numero di telefono o usare l'ascensore).
Non manca nemmeno un giro nel favoloso parco a tema sulla "Palestina Anno Zero", con ambientazioni plasticose, un Gesù che si fa le foto con te e la rappresentazione della Via Crucis.

Si ride, si ragiona, si riflette.

Bel documentario.

domenica 12 aprile 2009

[DOCU] Anvil!

by pio1976
Dopo il meraviglioso The King of Kong, ecco un altro documentario che promette mooooolto bene!



mercoledì 25 marzo 2009

[DOCU] The King of Kong

by pio1976
Grazie ai tipi di itasa (sempre siano lodati!) ho avuto occasione di recuperare alcuni film che in Italia non sono arrivati e, presumibilmente, non arriveranno mai.

Tempo fa vi parlai di Jesus Camp, oggi vi parlo di un altro documentario spettacolare, di tutt'altro tono: The King of Kong.

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E' la storia della "storica" rivalità tra Billy Mitchell e Steve Wiebe, una rivalità paragonabile alle grandi rivalità: Bobby Fischer e Boris Spassky, Borg e MacEnroe, Rocky e Apollo....

Ma chi sono Billy Mitchell e Steve Wiebe?

Semplice (oddio... semplice... XD): sono i due migliori giocatori di tutti i tempi.

Di cosa?
Di Donkey Kong!!! O.O

La storia è degna di un film di Ben Stiller e Owen Wilson (e mi meraviglio che non ci abbiano pensato...), i personaggi sono incredibilmente surreali: mogli rassegnate alla passione videoludica dei mariti, self-made men che incarnano il Sogno Americano, arbitri che si preoccupano di verificare la veridicità dei record, gestori o semplici avventori della sala giochi più famosa d'America (la "Funspot", dove tutti i giocatori più forti arrivano per tentare di battere i record).

Insomma: la provincia americana e tutte le sue sfumature amare e esaltanti. Un documentario da vedere assolutamente, soprattutto se siete della mia generazione, cresciuta a botte di Donkey Kong, Donkey Kong Jr, Lady Bug, e di tutti gli arcade che hanno popolato la mia infanzia.

A tutti i nostalgici raccomando poi la sezione arcade di classicgaming.com.

giovedì 29 gennaio 2009

Jesus Camp: e ora qualcosa di completamente diverso (che difficilmente vedremo in Italia)

by pio1976
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Ieri sera mi sono guardato Jesus Camp, un documentario del 2006 che parla del campeggio estivo "Kids of Fire" nel North Dakota, il più grande raduno dei Cristiani Evangelici Pentecostali degli Stati Uniti (un minuto di silenzio per i colori e gli effetti sonori sul rollover del sito dei cristiani evangelici pentecostali italiani).



Questo è solo l'inizio, su youtube si trovano tutte e 9 le parti, anche sottotitolate in italiano. Se poi siete ancora più pigri basta chiedere.

La mente dietro l'organizzazione di questo raduno (e la protagonista del documentario, insieme ai piccoli partecipanti al camp) è il pastore evangelico pentecostale Becky Fischer, che a causa delle proteste suscitate da Jesus Camp si è vista costretta a chiudere per sempre il Kids of Fire e a rinnovare l'organizzazione creando il Kids In Ministry International, che si basa sulle stessa convinzione che lei stessa esprime all'inizio del documentario:

"Where should we be putting our efforts? I’ll tell you where our enemies are putting theirs. They’re putting it on the kids. They’re going into the schools. You go to Palestine… they’re taking their kids to camps like we take ours to Bible camps and they’re putting grenades into their hands, they’re teaching them to put on bomb belts, teaching them how to use rifles and machine guns… It is no wonder with that kind of intense training and discipling that those young people are ready to kill themselves for the cause of Islam. I wanna see them as radically laying down their lives for the Gospel as they are over in Pakistan and Israel and Palestine and all those different places, you know, because we have... excuse me, but we have the truth!"


Ovviamente la cronaca della vita al campeggio è il pretesto che usa il documentario (nomination agli oscar) per mettere in discussione tutta l'organizzazione evangelica americana, colpevole, in soldoni, di plagiare i più giovani e di stravolgere la base evoluzionistica dell'istruzione scientifica in favore del creazionismo. Per non parlare dell'amministrazione Bush, rea proprio di aver messo in atto questo stravolgimento culturale (in alcuni stati USA gli insegnanti sono obbligati ad affiancare il creazionismo alla teoria dell'evoluzione).

Le cose che fanno sorridere ("Let me say something about Harry Potter. Warlocks are the enemies of God! And I don't care what kind of hero they are, they're an enemy of God and had it been in the Old Testament, Harry Potter would have been put to death!"), se uno ci pensa, sono anche le cose più terribili se le dici a un bambino di dodici anni.

La cosa che mi ha atterrito è vedere il comportamento dei bambini E dei propri genitori. Ok, uno degli aspetti della religione è farti sentire in colpa a prescindere. Ma qui si esagera. Bambini portati letteralmente alle lacrime. Disperati. Lo sguardo dei bambini coinvolti è la cosa che più fa paura.

Ma dovete vederlo, veramente, raccontarlo non rende.

Un documentario consigliatissimo, importante, angosciante e intelligente, che difficilmente si vedrà da noi (chissà poi perché, dato che la laicità dello stato è ben consolidata e rispettataAHHAHAHAHHA).

PS: al minuto 1.10 di questo la nuova canzone che entrerà di prepotenza nell'iPod del Manara: Who's in Da House? J.C! Jesus Christ is in da house! Today!

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