lunedì 11 ottobre 2010

Bar Sport SPECIALE: Mondiali di Pallavolo

by Unknown
"Eh, L'Italia più di così non poteva fare, dai"
Secondo me - viste le premesse - è andata non bene: benissimo.
Vermiglio: a corrente alternata. Il quarto set della semifinale è stato quasi inguardabile. Non si capisce perché Anastasi non abbia dato più spazio a Travica.
Fei: come al solito, ultimamente, è stato più un handicap che un vantaggio.


La reazione di Fei dopo aver perso una partita importante.

Un handicap con il muso lungo per tutta la durata del torneo, tra l'altro.
Pochi sorrisi, troppo pochi. Sembra quasi che giocare sia una rottura di scatole, che non sia allegro, ma triste.


Google Immagini conferma.

Cioè, magari Fei c'ha i suoi cazzi e vabbè, ma non puoi giocare a pallavolo con una faccia da commesso della Standa la vigilia di Natale (cit.). Veramente, per me è una cosa incompresnsibile l'espressione-tipo di Fei.


La reazione di Fei dopo aver vinto i 158 milioni del jackpot al superenalotto.

I centri hanno fatto la differenza. Mastrangelo è stato a tratti esaltante, direi il migliore dei nostri. Sala molto bene. In pratica i centri hanno fatto quello che di solito fa l'opposto: risolvere i problemi nei momenti più critici.
Discorso comune per Savani e Parodi: tanto talento, tanta potenza, ma poca esperienza nei momenti importanti.
Gli altri non hanno brillato né deluso, quindi non mi dilungo oltre sull'Italia.

La Finale: il 3-0 del Brasile su Cuba è la dimostrazione che il talento puro (Cuba) nulla può contro esperienza e migliore organizzazione di gioco. Talento e prestanza, perché i Cubani hanno un'atleticità che lascia stare.


Lascia stare.

Voglio dire: Leon è veramente una gioia per gli occhi, ma due (o tre, non ricordo) falli di attacco ("pesta!") su pipe non sono cose viste spesso, in una finale mondiale.


Il CT brasiliano Bernardinho in una foto d'archivio.

La Rai: diversifichiamo.
A. Commento tecnico: 9. Con gli uomini messi in gioco non c'era pericolo di sbagliarsi. De Giorgi chiaro come al solito, la sorpresa secondo me è stata Lucchetta; l'anno scorso nel fare il commento tecnico durante il campionato era un po' troppo "tifoso" e un po' troppo poco "tecnico". Durante questo mondiale invece le analisi tecniche di Lucky sono state sempre veloci e puntuali (e senza peli sulla lingua: vedi l'analisi del mondiale di Vermiglio). Bernardi è antipatico anche quando sta zitto (sono padovano, che ci volete fare), ma valutiamo l'analisi tecnica, quindi bene anche lui.
B. Immagini: posso dirlo? Appena appena all'altezza.
Avevo letto di millemila telecamere, super slow motion, copertura totale e promesse di immagini spettacolari. Non ho visto praticamente niente di tutto ciò. Super slow motion MAI usato (nella pallavolo il super slow motion è una figata: da solo, l'impatto sul pallone è sufficientemente spettacolare da giustificarne l'uso).
C'è poi la sindrome da zoom: l'operatore tende sempre a zoomare sull'attaccante che schiaccia, ma in questo modo si pregiudica l'inquadratura della palla dubbia nei pressi della riga. Non so se mi sono spiegato bene, spero di sì.

E adesso si torna al solito tran tran "locale".
Dai su, riportateci Padova in A1, che c'è voglia pallavolo, da 'ste parti!

Bonus! un po' si super slow motion applicato al volley!
E per di più femminile!

3 commenti:

Giacomo Brunoro ha detto...

Concordo praticamente su tutto. A breve un mio post perché poi se no ti ammorbo nei commenti.
Comunque vedere che nessun italano è stato minimamente preso in considerazione tra i vincitori dei premi individuali la dice lunga.
A questo punto sarebbe ora di svoltare completamente in nazionale, ma ho letto stamattina sulla Gazza che Anastasi sarà riconfermato...

Unknown ha detto...

L'addio di Fei alla nazionale sarebbe già un buon inizio. Il problema è che poi dovremmo ciucciarci Lasko, in mancanza di meglio.

La gestione di Martino è abbastanza indicativa, per un giudizio sulla gestione Anastasi.

Giacomo Brunoro ha detto...

Ma infatti rinunciare a Martino è stato da folli, soprattutto se le alternative sono quelle che abbiamo visto in campo...
Il punto è che, mettiamocela via, la gerazione di fenomeni è passata, e di fenomeni azzurri in giro non ce ne sono. La mia impressione è che al Brasile stia succedendo un po' la stessa cosa, questo mondiale mi ricorda molto quello del '98 con la nostra vittoria un po' a sorpresa.
Se ci pensi un po' sia Lasko che Fei (il Fei di oggi) non giocherebbero titolari in nessuna delle prima 7 nazionali di questi mondiali, Ialia esclusa, ovvio.

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