Le prime pagine dei giornali di oggi sono piene di commenti sulla manifestazione di ieri in cui Sabina Guzzanti ha monopolizzato l'attenzione dei media.
La cosa "divertente" è che ha detto né più né meno le stesse cose che dice nei suoi spettacoli.
E tutti che si scandalizzano.
Ho sempre malsopportato lo stile della Guzzanti (non che dica cose sbagliate, ma il modo in cui le dice è francamente insopportabile), e non voglio entrare nel merito delle accuse che vengono mosse alla Guzzanti (alcune posso anche condividerle).
Voglio tuttavia fare un discorso generale sulla satira in Italia: come al solito, di fronte a problemi reali più o meno gravi, l'attenzione della gente viene dirottata su chi si fa portavoce del malcontento generale e attraverso la satira pone l'attenzione su questi problemi.
Ci si ferma al comico, non al problema che il comico vuole sottolineare.
Si guarda il dito e non la luna, come gli idioti del proverbio.
Non è uno scandalo la Carfagna, ministro senza nessuna esperienza; non è uno scandalo il Vaticano che ha palazzi con i tetti d'oro e non paga l'ICI, non è uno scandalo che tutte le intercettazioni riguardanti Berlusconi e la Carfagna siano state distrutte da un giorno all'altro con la massima urgenza, lo scandalo è la Guzzanti, ma la sentite? Ma come si permette? Ma che toni da inquisizione! L'Italia è un paese strano.
A beneficio di chi vuole ascoltare l'intervento della Guzzanti senza i filtri dei quotidiani, eccolo qui in due parti.
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