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giovedì 7 febbraio 2013

[RECE] Re della terra selvaggia

by pio1976
Hi there, sono Prince Clarence Power, Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

Volevo parlarvi di Beasts of the Southern Wild, film candidato all'Oscar, che oggi esce da voi lì in Italia e che da voi hanno tradotto come «Re della terra selvaggia». Capite? «Re della terra selvaggia». Nel film non c'è nessun goddamn re. Le beasts, nel film, ci sono. Ma il re no. Mah. La protagonista è una bambina che vive col padre. Uno dei due è forse un re? Fuck no.



Film strano. C'è della gente che vive in una baraccolpoli vicino a una diga a rischio inondazione. Poi arriva una tempesta e tutto si complica.
Un film di cui uno vede il trailer e pensa sia una cosa, poi arriva al cinema, si mette seduto e scopre che il film is fucking booooooooooooooooooorin- è tutta un'altra cosa.

Sì, ok, la bimba di 8 anni che è candidata all'Oscar; sì, ok, la critica sociale su alluvione, natura vs uomo, educazione, crescita, cambiamento, boooooooooooring comunità e regole etc.

Not my cup of tea. Ho pianto lo stesso, perché emotivamente sono such a pussy, ma alla fine la lacrima è una lacrima un po', come dite voi italiani, "paracula", per buttare sul sentimento e salvare il film alla fine.

Non è un film orrendo, eh, è solo un po' BOOOOOOOOORING!!!1 lento (con la distinta che essere lento non è sempre un difetto, nel cinema).
(e, nel panorama dei candidati al Miglior Film, quest'anno ci sono film che - stop! sennò mi metto a parlare della misteriosa assenza di Moonrise Kingdom in film, regia e fotografia).

See yoo soon!

Clarence T. Powers, Jr.

venerdì 18 febbraio 2011

[RECE] Winter's Bone a.k.a. Un Gelido Inverno

by pio1976
Hi there, sono Clarence Treshaun Powers Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

In due parole, faccio per voi la recensione dei film che da voi non sono ancora usciti.

E' da qualche giorno che mi trovo ad Atlanta, GA. Ieri sera siamo andati a mangiare al Vortex, dove fanno un panino che non è tanto grande ma che è molto buono (e ha un nome che è tutto un programma).

Who the fuck cares? Direte voi. E infatti.

Comunque. Dopo il panino Lafondra si è sentita male ed è corsa a casa, quindi ci siamo ritrovati io e Quanesha da soli, e abbiamo deciso di andare al cinema.

Siamo andati a vedere Winter's Bone (che da voi esce - guarda caso - proprio oggi, con il titolo "Un Gelido Inverno").



Sinossi in poche righe (da imdb.com):
An unflinching Ozark Mountain girl hacks through dangerous social terrain as she hunts down her drug-dealing father while trying to keep her family intact.

Trailer!



Ambientazione: l'altopiano di Ozark, che non avevo mai sentito nominare, ma che, basandosi sul film, dev'essere un posto abbastanza sad bello ma popolato da reietti perdenti senza nulla al mondo.

L'attrice protagonista, unica candidata a insidiare Natalie Portman nella corsa all'Oscar come migliore attrice protagonista, è Jenifer Lawrence (e, ora che l'ho detto, vincerà sicuramente Nicole Kidman).



spoiler: nel film non è apparecchiata così.

Jennifer Lawrence intepreta (alla perfezione) Ree, una 17enne che si sobbarca il mantenimento della propria famiglia (madre e due fratelli) dopo che il padre è scomparso. A questo si aggiunge il fatto che la contea pignorerà loro casa e bosco qualora il padre non compaia in tribunale, essendo lui invischiato in una storia di droga. Ma il padre è ancora vivo? Chissà. E se è morto, come farà la ragazza a provarlo, in modo da salvare la proprietà dal pignoramento?

Il film è dominato dai toni scuri grigio-blu dell'ambientazione, che sottolinea ulteriormente lo squallore dei personaggi che popolano l'altopiano. Perdenti, vigliacchi, violenti, senza scrupoli che fanno di tutto per ostacolare la ricerca della ragazza.

Come in True Grit, anche qui abbiamo una ragazza in cerca di risposte. Solo che in True Grit la ragazza poteva contare sull'aiuto di Jeff Bridges e Matt Damon, qui invece la povera Ree deve vederesela da sola (o quasi).

Grande prova d'attrice, bel film dalle tonalità molto cupe.
Consigliato.

Ah, nel cast c'è anche un mio attore-totem, John Hawkes, che ha la peculiarità di aver recitato, tra le altre cose, in tre di miei telefilm preferiti (Deadwood, Lost, Eastbound and Down). Con questo film ha ottenuto una nomination all'oscar come miglior attore non protagonista. (spoiler: non lo vincerà mai, dato che c'è Christian Bale - per The Fighter - nella stessa categoria :D).


See you soon!

Clarence T. Powers, Jr.

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Puntate precedenti di Clarence su questo blog:
- recensione di Il Grinta
- recensione di 127 ore
- recensione di The Fighter
- recensione di Black Swan.

mercoledì 16 febbraio 2011

[RECE] Black Swan a.k.a. Il Cigno Nero

by pio1976


Hi there, sono Clarence Treshaun Powers Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

In due parole, faccio per voi la recensione dei film che da voi non sono ancora usciti.

Ieri sera ero a Southgate, MI, ospite di amici. Dopo una sosta da Mallie's per un piccolo panino, con la mia amica Lafondra siamo andati a vedere un film uscito da po', qui negli States, e che da voi se non sbaglio esce questa settimana: Black Swan a.k.a. Il Cigno Nero.

Trailer!



La trama in poche righe (grazie, imdb.com): A ballet dancer wins the lead in "Swan Lake" and is perfect for the role of the delicate White Swan - Princess Odette - but slowly loses her mind as she becomes more and more like Odette's evil sister, Odile, the Black Swan.

L'evoluzione del personaggio di Nina è rappresentativo della natura duplice del personaggio che intepreta nello spettacolo; Odette e Odile sono i due estremi: la prima è pura e algida, la seconda è passionale e malvagia.
Nina riflette questa dualità, ma il passaggio dalla prima alla seconda è ostacolato dalla sua vera natura: anche grazie a (o per colpa di) sua madre, Nina è una ragazza che non ha una vita fuori dalla danza, e qui, nel cambiamento di personalità, avranno un ruolo chiave il coreografo e la collega Lily.

In questo quadro è interessante come cambia in Nina il modo di porsi con gli altri: il rapporto tumultuoso con il coreografo (Vincent Cassel), il confronto con la precedente etoile della compagnia (Winona Ryder, ti ho sempre amato), il rapporto con la collega Lily (Mila Kunis), che rappresenta tutto ciò che Nina non è: Nina è tutta tecnica e poca passione, Lily invece è tutta passione e meno tecnica.
Entra soprattutto in gioco, durante questa trasformazione, il rapporto che di Nina con sua madre (Barbara Streis Hershey), ex ballerina che non ha mai raggiunto la fama che Nina raggiungerà con il ruolo di Queen Swan, e che quindi vede la figlia come un tesoro da proteggere da tutto e da tutti.

La regia e le tematiche sottolineate da Darren Aronofsky sono esattamente come te le aspetti, se hai visto gli altri suoi film, in particolare due su tutti: Pi Greco, di cui recupera l'analisi del doppio e delle implicazioni psicologiche; e The Wrestler, la cui struttura ricalca abbastanza quella di Black Swan (altro punto in comune tra The Wrestler e Black Swan è che il film si regge sulla performance del protagonista). Ci sono alcune trovate tipiche di Aronofsky; non esplicite come la famosa scena di Jennifer Connelly in Requiem For A Dream, beninteso, ma altrettanto "disturbanti" (una in particolare, che penso mostrerò alle bimbe del mio amico p!O per insegnare loro che non si tirano le pellicine),

Insomma, mi è piaciuto? Sì, ma devo dire che forse i meriti del film risiedono soprattutto nella prova di Natalie Portman. The Wrestler, come storia e come mood, mi era piaciuto molto di più (de gustibus, eh).

Per finire una piccola nota sulla traduzione letterale del titolo in italiano: non credo ci fossero alternative (se non quella di lasciarlo in inglese), ma la titolazione italiana perde il significato dell'espressione inglese: Black Swan ha il significato di "mosca bianca", cioè una persona che si distingue da tutte le altre. Questa cosa secondo me ha la sua importanza, nel film, dato che il personaggio di Nina da una parte è l'unico che ricerca la perfezione a tutti i costi, e dall'altra è l'unico che subisce una trasformazione radicale - seppur transitoria - nel carattere e nel comportamento.

See you soon!

Clarence T. Powers, Jr.


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Puntate precedenti di Clarence su questo blog:
- recensione di Il Grinta
- recensione di 127 ore
- recensione di The Fighter

mercoledì 26 gennaio 2011

[RECE] The Fighter

by pio1976
Hi there, sono Prince Clarence Power, Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

Dopo True Grit a.k.a. Il Grinta e 127 Hours a.k.a. 127 Ore, sono qui a farvi la recensione di un altro film che qui da noi negli USA è uscito e da voi no (muhuhaHAHA!): The Fighter!

Trailer!



La trama, in tre righe (da imdb.com):
A look at the early years of boxer "Irish" Micky Ward and his brother who helped train him before going pro in the mid 1980s.

Ok, imdb è estremamente stringato. Estremamente.

La prima cosa da sottolineare è che si tratta di una storia vera (cfr. Wikipedia).

Poi, vedo di articolare un po’ di più la sinossi: in una cittadina di ultraperiferia americana (Lowell, MA) ci sono due fratelli, entrambi pugili: il più vecchio (Dicky) è in realtà un ex-pugile che ai suoi tempi, nonostante fosse riuscito a mandare al tappeto Sugar Ray, ha avuto una carriera non esattamente felice. L’altro fratello, più giovane (Micky), è un pugile che tenta l’avventura già intrapresa dal fratello.

Qui viene il bello, perché il titolo “The Fighter”, alla fine si riferisce a entrambi, e the fight la lotta che questi due protagonisti devono affrontare è una lotta non solo dal punto di vista prettamente sportivo, ma una lotta contro tutte quelle avversità che ti possono ostacolare quando, soprattutto, sei “Nato ai bordi di periferia / dove i tram non vanno avanti più / dove l'aria è popolare / è più facile sognare / che guardare in faccia la realtà”, come direbbe un cane cantante che ascolta il mio roommate italiano, solo che a Lowell nessuno ha tempo di sognare, e quindi guarda in faccia la realtà.
Ed è una realtà che insomma, non è proprio il massimo.

Avversità contro cui i due fratelli devono scontrarsi (non vi dico chi dei due, nello specifico): amore, famiglia, status sociale, avversari tosti, carcere, rapporti familiari, fidanzate, e il solito terribile dramma a fare da sfondo a tutta la vicenda: una mamma talmente affettuosa da sfrantarti la minch la droga e il disagio ambientale.

Riuscirà Micky ad avere successo come pugile? Riuscirà Dicky a rifarsi una vita? Riuscirà la madre a farsi i cazzi suoi? In questo film troverete tutte le risposte alle vostre domande (Tranne alla domanda “Dove ho messo il cellulare” che continua a ripetere la moglie di un mio amico. Ce l’hai in borsa, come al solito).

Attori principali:

• Micky è Mark Wahlberg, che non era così grosso dai tempi di Marky Mark and the Funky Bunch. Se non sapete chi è Marky Mark and the Funky Bunch siete troppo giovani e documentatevi, yo. (oppure siete la mia grandma. Hi Grandma!). Bella interpretazione, btw.

• Dicky: Christian Bale, lasciato abbbastanza libero, vista la natura del personaggio, di fare il matto. E Cristian Bale, quando fa il matto, è talmente bravo che ti viene da pensare se non è matto davvero. (Guess what? è matto davvero, vedi il BONUS #2 in coda al post, in cui Bale ha qualcosa da ridire sull'operato di Shane Hurlbut, direttore della fotografia di Terminator Salvation)

• Madre amorevole ma talvolta un tantino scassacazzi dei due fratelli: Melissa Leo. Una nomination all’Oscar (almeno) se la porta a casa. (UPDATE! E infatti!)

• Morosa di Micky (a.k.a. Charlene): Amy Adams, Carina e “nella parte” pure lei. (UPDATE! talmente nella parte che una nomination se l'è portata a casa pure lei! (tanto vincerà la bambina di True Grit ;-)).

Bel cast, bel film. Bravi, dio.

Mi sono commosso e appassionato come non accadeva dai tempi del primo Rocky.

Paragone azzardato? Sicuramente sì, dato che Rocky era un film perfetto.
Ma anche qui, forse...


BONUS! Marky Mark and the Funky Bunch - Good Vibrations!




BONUS! Christian Bale è m-a-t-t-o!




See you soon!

Clarence T. Powers, Jr.

lunedì 17 gennaio 2011

[RECE] 127 Hours a.k.a. 127 Ore

by pio1976
Hi there, sono Clarence Treshaun Powers Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

Dopo True Grit a.k.a. Il Grinta, sono qui a recensirvi un altro film che qui da noi negli USA è uscito e da voi no (pap-pa-rap-pé-ro!).

Di che film si tratta?

Di 127 Hours, o come verrà chiamato quando uscirà lì da voi: 127 Ore.



Per parlare di questo film devo necessariamente spoilerare, ma mi sono studiato un metodo per fare in modo che chi non vuole leggere lo spoiler non lo legge. Mi spiego meglio: scriverò le parti spoilerose in bianco (pare infatti che bianco su bianco sia un po' difficile, da leggere), così se vuoi leggere lo spoiler basta che selezioni il il testo compreso tra le etichette [spoiler] e [/spoiler] e riuscirai a leggerlo. C'è un unico grande difetto di questo metodo: alcuni reader di rss non contemplano il cambio di colore fatto con i tag html, quindi se mi stai leggendo da Google Reader, o da qualunque altro reader di feed rss, per sicurezza leggiti questo post direttamente dalla pagina del blog.

Facciamo una prova del metodo anti-spoiler?
Ok, selezionate il testo bianco scritto qui sotto, tra gli [spoiler]:

[spoiler] Darth Vader è il padre di Luke!!![/spoiler].

(Ah, avrai notato come sia diventato decisamente più bravo in Italiano... mi sono fatto aiutare dal mio roommate veneto Bepi Schiavon da Spinea, che coglie l'occasione per chiedermi di scrivere che A pianto de dona e a sudor de cavalo, badaghe poco.

Capito come? Ok, procediamo!

Trama in due righe, come al solito cito da imdb.com:
A mountain climber becomes trapped under a boulder while canyoneering alone near Moab, Utah and resorts to desperate measures in order to survive.
Bepi lo traduce in italiano:
Un montanaro xe drio farse i giri da soeo sora una montagna deo Iuta che zè piena marsa de buzi e galerìe, cò fa na cassada e va in merda; a 'sto punto, no, gà da inventarse na maniera par cavarse via dei casini. E bada ben che xè casini grossi, ahn.
(non sono sicuro che sia proprio l'italiano che sto studiando sui libri, ma Bepi garantisce che è giusto e precisa anche che se la dona move l'anca o l'putana o poco ghe manca.)

Comunque la storia probabilmente l'avrete già sentita, dato che è piuttosto recente, e ai tempi (2003) era stata ripresa dai giornali e telegiornali di mezzo mondo; è questa (da wikipedia): Nel 2003 Ralston, Ingegnere meccanico di 28 anni, aveva deciso di dirigersi al Canyonlands National Park dello Utah per un trekking solitario. Durante la scalata [SPOILER!]smosse accidentalmente un masso, che gli bloccò il braccio destro. Per cinque giorni Ralston cercò di liberarsi, senza successo, e stremato e disidratato, decise allora di amputarsi l'arto.[/SPOILER]

- Cut the crap Sì, vabbè, ma com'è 'sto film?

- E' un film bellissimo.
- Ohibò! Addirittura bellissimo?
- Sì. E vi spiego perché:

1. Danny Boyle forget about it che te lo dico a fare. Uno che meriterebbe un Oscar alla Carriera sulla fiducia. Trovate molto interessanti, come capita SEMPRE in TUTTI i suoi film. (in questo: [SPOILER!]la soggettiva da dentro le borracce, lo split screen, il finto auto talk-show, e many more)[/SPOILER]

2. Un James Franco PAZZESCO! Vincerà l'Oscar? Boh, pare che se la dovrà vedere, tra gli altri, con Colin Firth (The King's Speech) e Jeff Bridges (True Grit). Chissà chi vincerà tra un re balbuziente, un pistolero guercio e sovrappeso e uno che [SPOILER!]si trancia un avambraccio da solo dopo essere stato cinque giorni senza mangiare né bere - se si esclude quella strana forma di autoproduzione di bevanda tanto cara a Eleonora Brigliadori[/SPOILER]. Fatto sta che in questo film, per un buon 90% del tempo, c'è SOLO lui.

3. Tematiche Importanti, in primis il conflitto tra destino predeterminato e libero arbitrio, e di come, posto di fronte a situazioni estreme come quella vissuta dal protagonista, l'uomo sia inizialmente portato a cercare una logica confortante nell'ipotesi predeterministica [SPOILER]salvo poi ribellarsi a questa concezione blindata e mandare affanculo destino e dolore con un'unico, piccolo, coltellino spuntato AAAAAAARRRRRRGHGHHHHHH[/SPOILER].

Avvertenza doverosa: io (come p!O, da quanto ne so) non sono un tipo che si impressiona facilmente, tipo che non ho grossi problemi con ferite, prelievi, Saw etc. etc., ma qui, holy Jesus on a stick! cazzarola, qui a momenti sto male davvero. Se tanto mi dà tanto intorno all'11 febbraio i giornali si inizieranno a riemmpire di notizie di gente che sviene al cinema. (Non sto scherzando).
Quindi se vi portate al cinema mogli, fidanzate o mamme, accertatevi che non siano facilmente impressionabili. Oppure portatevi questi.
Ma andate a vederlo, mi raccomando, perché è un film bellissimo!

See you soon!

Clarence T. Powers, Jr.

giovedì 13 gennaio 2011

[RECE] True Grit a.k.a. Il Grinta

by pio1976
Hi there, sono Clarence Treshaun Powers Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

In breve, sono un amico ammeregano di p!O che può vedere prima quello che voi vedete dopo. Film, Telefilm, cose così. (p!O mi ha chiesto anche qualche recensione di fumetti, ma non sono appassionato di fumetti, non so se ce la faccio).

Di cosa vi parlo oggi?

Di True Grit dei fratelli Coen, che da voi si intitolerà Il Grinta.

Ecco il trailer USA, per capire di cosa sto parlando.
(Rispetto all'ultima volta p!O mi ha imparat insegnato un po' di cose su blogger, quindi ho imparato a mettere i link).



Nota: cercherò di non mettere spoiler che p!O mi ha detto che lui fucking hates mal tollera gli spoiler e quindi ci provero a mettere nemmeno uno spoiler.

Let's stop beating around the bush e diciamo subito che True Grit è un bel film e un helluva grande western.

Contrariamente a quanto possa sembrare, il film non è un remake di True Grit Il Grinta del 1969, ma è un adattamento del romanzo da cui sono tratti entrambi. Anche perché rispetto al film con John Wayne, quello dei Coen Bros. finisce in modo diverso (niente spoiler, of course)

La trama ve la copio da imdb.com, dove sono molto bravi a riassumere le trame in poche righe: A tough U.S. Marshal helps a stubborn young woman track down her father's murderer.

U.S. Masrhal: Jeff Bridges, che dà al personaggio dello sceriffo una caratterizzazione a metà tra il badass e quello che ne ha viste talmente tante che non è più disposto al compromesso o alla buona educazione. Poi per me Jeff Bridges = The Dude, e riesco a vederci un po' di Lebowski anche qui. Ma sono io.
Stubborn young woman: una ragazzina semisconosc Hailee Steinfield, che debutta in questo film dopo un po' di corti e un po' di TV, e che è bravissima.
Poi c'è anche Matt Damon, nella parte di un ranger canadese che aiuterà i due a rintracciare l'assassino del padre della ragazza. Un ranger canadese dumb ass stupidotto ma mosso da alti valori di lealtà e orgoglio.

Tre attori che sono uno più bravo dell'altro (seriamente: se dovessi scegliere chi è più bravo tra Jeff Bridges, Matt Damon e la ragazzina di cui non ricord Hailee Steinfeld, mi troverei in seria difficoltà).

Perché sia un grande western è facile intuirlo: una storia che è a metà tra il bildungsroman romanzo di formazione e la grande avventura, personaggi dalle poche sfumature caratteriali e dal grande carattere (la bambina determinata, lo sceriffo disincantato e caustico, il ranger canadese very dumb ass stupidotto ma mosso da alti valori morali etc), grandi spazi e landsc paesaggi, le cavalcate,... tutti gli elementi tipici del genere, insomma, ben trattati.

Il valore aggiunto è dato dallo script e dalla regia dei Coen: dialoghi ottimi (una scena su tutte: la contrattazione), un po' di violenza, un po' di gore WTF (tipo quando Ro dimenticavo: no spoiler), l'antico testamento che permea il film dall'inizio ((la citazione iniziale da Proverbi 28:1) alla fine.

E poi c'è un scena stupenda di una cavalcata notturna, che ti rimane dentro.

FYI, c'è poi una curiosità: una buona parte dei personaggi maschi (i tre principali personaggi maschi, per dirne una) è affetta da prognatismo mascellare.

In conclusione: True Grit è un bel film, le due ore volano, ci sono personaggi che rimarranno nella storia del cinema western. Se fossi in voi mi fionderei a vederlo, quando uscirà in Italia.

See yoo soon!

Clarence T. Powers, Jr.

mercoledì 12 gennaio 2011

Yo.

by pio1976
Dato che per le recensioni dei film già usciti in Italia siete a posto, ho il piacere di introdurmi presentarmi a voi, lettori del blog Piecar.

Innanzitutto voglio ringrazziare molto a p!O che mi concede di usare il suo account di google perche io non ho fatto ancora molta pratica di questa cosa di blogger.

Scusate l'italiano un poco inceerto, ma con l'italiano sono un poco incerto.

Ma prima di tutto sentite qua, che mi introduco presento.



Mi chiamo Clarence Treshaun Powers Jr., e Sono l'amico ammeregano di p!O.
Cioé, quando era alle elementari io e p!O eravamo pen pals. La settimana scorsa mi arriva una lettera e io penso: "Who the fuck Ma chi è che scrive ancora lettere di carta? Cosa siamo? nel 1988?" e poi scopro che è il mio vecchio pen pal p!O che mi scrive. E allora penso "What the fuck!?!? Ma cosa vorrà dopo 26 anni p!O?" e leggo la lettera. Mi dice "Tu che sei ammeregano etc. etc. etc."
Allora eccomi qua: mi occuperò di scrivere qualche review recensione.
Nello specifico mi occupero di recensire due tipi di film: A. quelli che qui non escono e non usciranno mai e B. quelli che arrivano in ITA talmente dopo che nel resto del mondo ne hanno già parlato anche troppo gli altri critici tipo ammeregano che sono troppo coo avanti.

Scusate se sono un poco incerto a usare il bold grassetto ma con la formattazione sono un poco incerto.

Ah, nella lista qui sopra dopo l'A. e la B. ci sarebbe anche una C. che sarebbe i series telefilm che da voi o non ci sono ancora o ci sono ma sono solo su sky, e p!O sky non ce l'ha e magari è curioso di sapere come sono queste series telefilm.

Per adesso accontentatevi di qualche film, che ad esempio asap nei prox giorni dovrei andare a vedere True Grit Il Grinta. Che insieme a Black Swan, Inception e 127 Hours 127 Ore sono film che forse vinceranno l'Academy Aw Oscar e che da voi ancora non si sono visti. Cioè, non è che vincono l'Oscar tutti e quattro insieme, non si può ha ha, si sa ha ha. Ma uno dei quattro forse sì. Che magari poi invece lo vince Inception, o forse magari lo vince a sorpresa Black Swan, che invece da voi è già uscito, che è uscito anche da noi qui in the U.S. of A. ma che io non l'ho visto perché secondo me Darren Aronofsky è un gigantic sick crazy cracker regista un po' troppo mattacchione per i miei gusti.

La prossima volta conto di farmi impar insegnare come si mettono bene i link qui su blogger, così ve li posso mettere (magari anche in bold grassetto), perchè per adesso con i link sono un po' incerto.

Questo post quindi era solo per introdurmi presentarmi e per salutarvi (e per dire grazie a p!O dell'ospitalità).

A presto,

Clarence T. Powers, Jr.
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