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venerdì 28 giugno 2013

Due o tre serie (nuove) che ho visto di recente. Facciamo sei? Facciamo sei.

by pio1976
Negli ultimi tempi ho avuto modo di vedere qualche nuova serie televisiva.

Strano, eh? :)

Vai con l'ordine di gradimento:


6ª posizione


Utopia - Channel Four - 6 episodi da 50 minuti.
Seconda stagione commissionata, ma da confermare causa ascolti bassi della prima.

Thriller cospirativo. C'è sta graphic novel 'sto fumetto distribuito in 5 sole copie, in cui è custodito un segreto che ha a che fare con intrighi internazionali, minacce di pandemie e virus letali, e c'è 'sta associazione segretissimissima che se ne deve impadronire prima che qualcuno capisca.

Ma chi ha le 5 copie del fumetto?

Ci sono un ragazzo, una ragazza, un bambino, un immigrato pakistano che si chiama Wilson Wilson... pare l'inizio di una barzelletta, e invece è il gruppo di protagonisti della serie, in fuga costante e alla ricerca di risposte. C'è anche un personaggio veramente figo (il tipo sopra, sul giallo), che si rende protagonista di una scena ai danni di Wilson Wilson che non sfigurerebbe in un film di Tarantino (per chi l'ha già visto: occhio non vede, cuore non duol-STOCAZZO).

Purtroppo al di là della fotografia, davvero notevole, il telefilm non mi ha preso molto, complice una storia che si ingarbuglia un po' troppo e diversi momenti di stanca.

BONUS una cosa che mi è piaciuta molto: il tema musicale!



5ª posizione


Orphan Black - BBC america - 10 episodi da 42 min.
Seconda stagione confermata per la primavera 2014.

Una ragazza assiste al suicidio di una donna in carriera, che però... è uguale uguale uguale spiccicata a lei! Questo l'inizio della prima puntata di Orphan Black; da qui si dipana una trama di Misteri! Identità segrete! Indagini! Amici gay irresistibili! Misteri! Parola che non posso scrivere sennò spoilero troppo! Associazioni misteriose! Misteri!

Menzione d'onore per la protagonista Tatiana Maslany, che credo si porterà a casa, per i ruoli multisfaccettati interpretati nel telefilm, un pacco di Emmy, di Grammy, di SAG e chi più ne ha più ne metta (e menzione d'onore anche a Jordan Gavaris, l'amico gay irresistibile.)

Peccato però che la trama del telefilm, dopo le premesse di un pilot davvero molto interessante, si perda un po' per strada fino praticamente agli sbadigli e agli spiegoni.




4ª posizione


Bates Motel - A&E - 10 episodi da 45 min.
Seconda stagione confermata anche in questo caso per la primavera 2014.

Il prequel di Psycho.
Ma ambientato ai giorni nostri! Che matti, questi di A&E.

Il teenager Norman Bates arriva con la madre Norma a White Pine Bay, dove hanno acquistato una bella casona per farne il Motel del titolo.
Ma lui è un po' weird! E anche la madre è un po' weird! E guarda un po': anche diversa di gente di White Pine Bay, a ben vedere, è un po' weird!

Atmosfera che secondo me è una sorta di Desperate Housewives versione teen, + mistero + thriller.

Produce - tra gli altri - Carlton Cuse (Lost), scrive - tra gli altri - Kerry Ehrin (Friday Night Lights).

Guest star: "Occhioni Truccatissimi" di Lost nel ruolo dello sceriffo.

Tutto sommato mi ha preso abbastanza, complici i soliti cliffhanger di fine episodio con cui gli ammereghani ci intortano dai tempi di 24 e di Lost.



3ª posizione


In The Flesh - BBC Three - 3 episodi da 56 min.
Seconda stagione confermata, in arrivo nel 2014.

Quattro anni dopo Il Grande Risveglio, evento che ha provocato la resurrezione di diversa gente, il governo inizia un programma di reinserimento dei Non-Morti nella società civile. Uno di questi non-morti è il giovane Kieren Walker, che torna alla vita normale del suo paesino dove, però, non tutti gli abitanti sono contenti della cosa.

In The Flesh è la dimostrazione lampante di come una tematica super mega iper sfruttata (soprattuto negli ultimi anni) come quella degli zombie possa avere nuova linfa se messa nelle mani di sceneggiatori intelligenti e innovativi come quelli che hanno scritto questa bella miniserie, stravolgendo l'idea e l'iconografia dello zombie, e riuscendo al contempo a trattare tutti gli aspetti del concetto di "diversità", in modo delicato e non banale.



2ª posizione


Hannibal - NBC - 13 episodi da 43 min.
Rinnovata per una seconda stagione (anche in questo caso primavera del 2014).

Mads Mikkelsen. Nel ruolo di Hannibal Lecter. È bastato questo a farmi interessare.
Non vi basta Mads Mikkelsen? Regia buona, fotografia ottima, omicidi e scene del crimine abbastanza crude (per usare un eufemismo... astenersi stomaci deboli).

Il telefilm parla del rapporto tra Hannibal Lecter e Will Graham, profiler dell'FBI, prendendo spunto dagli eventi narrati in Red Dragon.

Guest star: il diastema di Laurence Fishburne! Ah, e c'è anche Gillian Anderson*! (e ho detto tutto).

La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, nonostante gli ascolti siano andati via via calando - in modo abbastanza drastico - durante la stagione. La notizia ghiotta sul rinnovo è che i produttori vorrebbero David Bowie nel cast della seconda stagione.


1ª posizione


The Fall - BBC Two - 5 episodi da 48 min.
Rinnovata per una seconda stagione, data da definire.

La medaglia d'oro se la prende The Fall.
Gillian Anderson*, in qualità di Super Detective esterno, arriva a Belfast per indagare su una serie di delitti. Saranno dei semplici delitti slegati tra loro? O sarà forse un serial killer? Ma dai! Ma davvero?

Anche qui presupposto non nuovo, ma sviluppi narrati molto bene, con super regia, super fotografia, e Gillian Anderson* (che non fa mai male).

Cinque episodi che filano via, l'atmosfera cupa di Belfast e il mood della serie mi hanno ricordato molto la prima stagione di The Killing (telefilm che ho adorato).

Consigliatissimo.




*Ho realizzato che Gillian Anderson nella prima stagione di X-files aveva VENTICINQUE ANNI (e David Duchovny 33). Ciao.


martedì 26 giugno 2012

[RECE] The Killing

by pio1976
[rece senza spoiler, leggi tranquillo]

"Don't judge a book by its cover", si dice*: "non giudicare un libro dalla copertina"; se dovessimo trasferire la cosa alle serie tv, si potrebbe dire "non giudicare un telefilm dalla sua sigla iniziale".

Niente di più sbagliato.

Posto che in ambito librario la citazione ha molte conferme, in ambito televisivo invece sono pochissime le serie brutte a vantare, invece, una bella sigla iniziale. Di più: spesso una sigla iniziale bellissima è indice di una serie altrettanto bellissima o quantomeno molto, molto interessante (alcuni esempi al volo: Carnìvale, Game Of Thrones e la mia sigla iniziale preferita dell'ultima stagione Usa: American Horror Story).

La sigla iniziale è la presentazione della serie tv, il biglietto da visita, e quindi spesso gli studios investono parecchi soldi nella sua realizzazione (con alcune eccezioni, la più eclatante delle quali era la sigla minimalista di Lost, che però, nel suo minimalismo, in pochissimi secondi riusciva ad esprimere tutto il mistero della serie).

Allora, com'è la sigla iniziale di The Killing? Così:



Pioggia. Grigio. Auto. Seattle. Grigio. Pioggia.

Nelle due stagioni di The Killing gli elementi comuni sono questi, e fanno da sfondo alla trama che intreccia l'omicidio della ragazzina Rosie Larsen con vicende politiche e personali dei protagonisti.

Pioggia. Grigio. Auto. Seattle. Grigio. Pioggia. E tristezza.

La tristezza di fondo che abbraccia TUTTI i personaggi.
Ognuno ha i propri problemi e le proprie tristezze: la detective Sarah Linden (Mireille Enos, bravissima) con le sue dinamiche familiari messe in ginocchio dalle interferenze del proprio lavoro; il suo compagno di indagini Stephen Holder (Joel Kinnaman, bravissimo pure lui, yo), la famiglia Larsen straziata dalla perdita... tutti permeati dalla più sconsolante, ineluttabile, tristezza. Dove tristezza, spesso, è sinonimo anche di perdita della speranza (certo, poi mettici anche che a Seattle il tempo è sempre una merda, e meteoropatia buttami via).

Il telefilm prende spunto da (e parte come remake dichiarato di) una serie danese ("Forbrydelsen", che è ora in coda sul comodino) che aveva più o meno la stessa trama e lo stesso sviluppo, ma poi The Killing prende vita popria, con i pregi (stile USA, cliffhanger a tutti i costi e twist a go-go) e i difetti (stile usa, cliffhanger a tutti i costi e twist a go-go) del caso.

Una serie che mi è piaciuta molto, che mantiene dall'inizio alla fine questa atmosfera cupa in cui si muovono le vicende e che alla fine, dopo un numero ESAGERATO - e qui forse sta il difetto - di svolte e controsvolte, fa quadrare tutto nell'ultima puntata.

Ma a me le svolte e controsvolte non dispiacciono affatto, quindi buona camicia a tutti.

The Killing
HBO
1ª stagione: 13 episodi
2ª stagione: 13 episodi
Durata episodio: 45' circa.




*si dice anche "Don't judge a SONG by its cover" :)

giovedì 20 ottobre 2011

[RECE] The Walking Dead, stagione 2, episodio 1

by pio1976
Ho visto la season premiere della seconda stagione di The Walking Dead.

Che dire... noia MORTALE.


Il protagonista Rick con un'amica

Questa serie, dopo poco più di una stagione, sente già il bisogno di un reboot.
Quasi nulla dello splendido fumetto (pubblicato da noi - in modo eccellente - dai tipi di Saldapress) è stato rispettato (giusto i personaggi, e alcune situazioni).

Non c'è tensione. Non c'è nessuna profondità dei personaggi. La bella regia dell'episodio pilota (di Frank Darabont, mica cazzi) è andata via via persa e dimenticata dai sucessivi registi. Gli effetti speciali - a parte gli zombie - sono davvero poca cosa (qualcuno ha detto season finale? Mpf, ho visto esplosioni più credibili nei disaster movie che mediaset manda in onda d'estate).

Laddove nel fumetto ci sono gran dialoghi e approfondimento psicologico dei protagonisti, qui invece si dà più spazio all'azione e alla morbosità di alcune situazioni spinte al limite (in modo anche abbastanza approssimativo... in questo caso si potrebbe fare un paragone tra come viene gestito lo splatter in TWD e in Fringe...)

Oltrettutto non c'è alcuna logica apparente in alcuni comportamenti dei personaggi; per esempio: stai percorrendo in camper una statale. A un certo punto la statale è bloccata da un gran numero di macchine abbandonate. Inizi a sgomberare la statale, perché giustamente non puoi girarti e tornare indietro causa scarsità di benza. Ma c'è un problema: mentre sei lì in mezzo alle macchine abbandonate arriva un'orda: un centinaio di zombie (gli zombie di TWD sono zombie nella concezione romeriana del termine, e cioé camminano lenti facendo hhhhhhhgghhhhh, e NON corrono, quindi è facile seminarli). Che fai? Scappi? No, non scappi, certo! Molto meglio SDRAIARSI SOTTO LE MACCHINE E ASPETTARE CHE PASSINO! Mah.

Boh, l'anno scorso attendevo la prima puntata della nuova stagione sperando in miglioramenti netti... miglioramenti che alla fine, guardando questo episodio, non sembrano esserci stati. Sotto tutti i punti di vista. Non dico che una puntata è sufficiente per decidere di abbandonare una serie, ma checcazzo...

Poi magari sicuramente gran parte di questa delusione è figlia dell'aver letto il fumetto.. ma alla fine, alla luce di quanto visto finora, del telefilm si salva al 100% praticamente solo il pilot della prima stagione.

Per fortuna c'è sempre il fumetto, che a differenza del telefilm è veramente molto, molto appassionante.

giovedì 22 gennaio 2009

Telefilm: due o tre belle scoperte, diverse conferme e una delusione

by pio1976
Nella pausa natalizia ne ho approfittato per staccare dai soliti noti (How I Met Your Mother, Californication, Fringe, Desperate Housewives ecc.) e recuperare alcune serie di cui avevo sentito parlare e che mi avevano incuriosito.

Eccole qua in ordine di gradimento:


3° posto - voto: 6,5/10
How Not To Live Your Life (BBC, una stagione di 7 episodi da 30' cad, seconda stagione da definire).

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Don, quasi-trentenne cialtrone quanto basta, perde il lavoro. Fortuna vuole però che erediti dalla nonna una graziosa casetta dove si trasferisce. Qui vive con Eddie, il badante della fu-nonna, e decide di affittare una camera per pagarsi le spese.

Serie gradevole, personaggi un tantino sopra le righe ma tutto sommato ha alcune trovate davvero divertenti, tipo: "His overactive mind doesn't help things as it plays out scenes of what he shouldn't say or do.". Vedrete e capirete.

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2° posto - voto: 7/10
Dead Set (sempre BBC, una stagione e basta, 5 episodi - pilot da 65' + ep.2/5 da 35')

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28 Giorni Dopo incontra il Grande Fratello.

E ho detto tutto.

Zombie e relativi standard, reality e relative dinamiche, e un personaggio geniale (il produttore Patrick, con baffi a manubrio, volgarità gratuite, doppi sensi e zero pudore).

Che poi se uno lo guarda con l'occhio giusto ne salta fuori una gran bella metafora sulla televisione di oggi.

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1° posto - voto 8,5/10
Breaking Bad (AMC, prima stagione di 7 episodi da 50' circa cad., seconda stagione in arrivo dall'8 marzo).

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Professore di chimica scopre di avere un Brutto Male e decide di darsi alla sintetizzazione di metanfetamine per mettere via un po' di soldi da lasciare alla famiglia nel caso in cui le cose vadano a finire Male.

Avvertenza: se vi aspettate un altro Weeds cascate male: a volte si ride anche qui (e a dir la verità più si va avanti nella stagione più l'elemento umoristico si fa presente), ma l'atmosfera di fondo è abbastanza drammatica, e si piange pure (ok, torniamo al discorso sui nervi a pezzi del sottoscritto, forse, ma io vi ho avvertito).

Se How Not to Live Your Life e Dead Set sono "carini", questo invece è Bellissimo.

Non vedo l'ora che inizi la seconda stagione.

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Due o tre cose al volo:
- è ricominciato Damages, la cui prima stagione per me è stata una Rivelazione e vi consiglio caldamente di recuperarla se non l'avete ancora vista.

- domenica 25 inizia la seconda stagione di Flight of The Conchords. E non vedo l'ora. Voi intanto beccatevi questo. E beccatevi pure la Robot dance!

- si è concluso (forse per sempre) Friday Night Lights, dopo tre stagioni ad altissimo livello (astenersi non patiti di sport). Il miglior teen drama di sempre.

E per finire due o tre cose al volissimo:
La seconda stagione di Californication ha mantenuto le aspettative. Dexter 3x che te lo dico a fare. La terza stagione di Heroes è stata una (quasi) vera merda, e il 2 febbraio parte la 4x, speriamo bene. 30 rock continua ad essere geniale (infatti fa incetta di premi), e si gioca il titolo di serie più divertente del momento con The Big Bang Theory e con How I Met Your Mother. Fringe mi intriga, e più va avanti e più m'intriga.

Insomma, non guardo molti telefilm...

lunedì 29 settembre 2008

Varie Weekend 27-28.09.2008

by pio1976
1. Abbiamo vinto il derby (abbiamo nel senso di p!O).

2. Abbiamo perso il derby (abbiamo nel senso di Ca.Ma.)

3. Ho passato la mattina e il primo pomeriggio di domenica al mercatino dell'antiquariato di Piazzola Sul Brenta, non proprio una cosa da divertirsi come dei matti... oltrettutto l'unica bancarella di fumetti che ho trovato cercava di spacciarmi come raro il texone di Magnus.

Due cose divertenti trovate al mercatino:

Questa abbinata:

Feet off!


e poi... i libri gioco!! Lupo solitario!!! Incredibile! Che tuffo nel passato!!!

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4. Ho visto le prime due puntate della terza stagione di Heroes (oddio, non male, ma la sensazione è che stiano mettendo un po' troppa carne al fuoco...) e le prime due puntate di Fringe, la nuova creatura di JJ Abrams (piaciuto molto, diversi elementi comuni a X-files, ma poi forse nemmeno molti punti in comune).

5. Ho trovato sul blog di Luca Enoch una cosa riguardante la riforma Gelmini che mi ha dato da pensare.

6. Ma soprattutto: ho vinto il derby.

Buona notte.

venerdì 16 maggio 2008

Comedy time!

by pio1976
Aggiornamento telefilm: vi consiglio tre serie davvero carine e mooooolto divertenti.

- 30 Rock
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Supermanager dalla faccia da chiulo (un grassissimo Alec Baldwin) assume la direzione di un network e ne stravolge le dinamiche interne, con buona pace dei dipendenti.

Personaggi tutti strepitosi, dai tre protagonisti nella foto qui sopra a tutti i comprimari (Il mio preferito? Lui).

Consigliatissimo per Nick, che lavora nell'ambiente.



- The Big Bang Theory


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La vita di due geni cervelloni supernerd viene stravolta dalla nuova vicina carina e "ingenua".
Anche qui grandissimi comprimari (il mio preferito? Lui).


- How I Met Your Mother

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Il nuovo Friends. A tutti gli effetti è il miglior telefilm sullo stile Friends (girato in interni, gruppo di amici, ritrovi al bar) dai tempi di Friends.
Ci si affeziona ai personaggi principali, ben caratterizzati (come sempre succede delle serie americane), e ci si sganascia spesso, soprattutto con il personaggio più fenomenale, Barney Stintson (l'attore è il biondino che faceva la recluta-medico in Starship Troopers).

Enjoy!

giovedì 27 dicembre 2007

Jekyll!

by pio1976
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Cosa fare quando alcune tra le tue serie preferite si sono concluse (Dexter, Weeds, Californication) e altre si sono prese una pausa natalizia (Heroes, Desperate, Friday Night Lights), e la più attesa deve ancora cominciare (che te lo dico a fare? 31 gennaio!)?

Semplice, buttarsi sulle miniserie più belle già concluse, per farsi una bella scorpacciata di trame interessanti, personaggi ben caratterizzati e attori in Stato di Grazia.

E quindi eccomi a parlarvi molto bene di Jekyll, miniserie in 6 episodi in tutto, ottimamente (ma "ottimamente" è riduttivo!!!) interpretata da James Nesbitt.

La storia prende spunto dalla storia del Dr. Jekyll, ma il tutto è trasposto nel presente e sapientemente reinterpretato.

La cosa più bella del telefilm è l'interpretazione del protagonista, che si deve ovviamente barcamenare tra le due personalità del personaggio, e lo fa in maniera che definire superba è poco. Mi è successo poche volte di rimanere così ammirato davanti a una prova d'attore.

Valore aggiunto, la presenza di quella topona di Michelle Ryan, che quest'anno è protagonista della nuova versione della Donna Bionica. Il ruolo è abbastanza marginale, ma è pur sempre un bel vedere.

Ah. Credo lo stia trasmettendo Jimmy (o la farà), ma ovviamente è da vedersi rigorosamente in lingua originale. Doppiaggio sucks, soprattutto se si tratta di un accento marcatamente british come quello di Jekyll!! ;-P

lunedì 24 settembre 2007

Durham County

by pio1976
Per la serie "non si finiscono mai di scoprire nuove serie tv americane vicine alla soglia dell'eccellenza", ecco a voi: Durham County!

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Sinossi:
Il poliziotto Mike Sweeney, dopo la morte in servizio del suo partner, si trasferisce con la famiglia (moglie recentemente guarita da un cancro al seno e due figlie) a Durham County, paesino della North Carolina, casette tutte uguali e tralicci dell'alta tensione. Qui ritrova il suo vecchio "amico" Ray Prager, ex campione di hockey reinventatosi idraulico dopo un incidente tutto da chiarire. Il paesino viene scosso da una serie di omicidi. Chi sarà il serial killer?

Durata:
6 episodi da 47 minuti. Serie conclusa.

Gli elementi di forza sono, come spesso accade nei telefilm americani, un'ottima caratterizzazione dei personaggi e una buona trama, unita a un'ambientazione che sembra molto banale ma non lo è (casette tutte uguali anche in Desperate e Weeds, ma qui è tutto dominato da un'inquietudine di fondo...).

Direi che in una scala da 1 a 10 (dove 1 è Nonno Libero e 10 è Dexter*) la serie merita un buon 7 pieno.


* Non do ancora 10 a Lost perché voglio vedere come va a finire...


venerdì 16 marzo 2007

Lost come Madame Bovary

by Carlo Manara

L'altro giorno stavo guardando alcune puntate di Heroes. Bel telefilm, soprattutto per un appassionato di fumetti. E mi è venuto in mente Flaubert.

Heroes, le casalinghe disperate (da quello che ho capito) ma soprattutto Lost sono telefilm che basano la loro storia su alcuni 'misteri' in cui i protagonisti si imbattono e che cercano di dipanare. Ma questo è quello che pensiamo noi, o meglio: questo è solo un pretesto. Nel senso che dei misteri non se ne viene a capo mai (o quasi), in realtà ci affascinano le situazioni e i personaggi a cui ci affezioniamo. Ed è grazie ai personaggi che rimaniamo incollati al teleschermo.


In Lost ad esempio le vicende vengono continuamente infarcite di indizi che hanno il solo pretesto di non farci cambiare canale tra un flash-back e l'altro. Avendo avuto la fortuna di vederle registrate, molte parti delle 'biografie' dei protagonisti le ho saltate, sperando così di capire qualcosa di più dell'isola prima di diventare vecchio...ma senza successo.

Ed ecco Flaubert! Il buon Gustavo sosteneva in parole povere (anzi poverissime) che l'importante era la forma non il contenuto. Addirittura (mi pare) sostenesse che il suo sogno sarebbe stato scrivere un romanzo di solo forma che non raccontasse nulla. Ecco, fondalmente, quelli che fanno questi telefilm mi sembra siano riusciti a fare una cosa del genere.

Come spettatore mi sento un po' preso per i fondelli, ma il prodotto è talmente ben studiato che me lo godo e cerco di convincermi che non mi interessi più come andrà a finire la serie (anche per x-files avevo fatto così...).

Saputo che di lost stanno scrivendo la 4° serie me la metto definitivamente via. Sapendo che tanto finché avrà successo allungheranno la minestra e quando nessuno lo guarderà più decideranno di tagliare la serie, non ci sarà speranza di vederne la fine... forse i nostri nipoti vedranno una riduzione cinematografica (come per noi è stato batman, starsky&hutch, Hazard..) in cui sarà tutto comprensibile in sole 2 ore!

PS: ultima cosa. Tutto questo mi fa venire in mente le telenovelas che tanto critico, in cui i personaggi sono gli stessi da millenni e le vicende (matrimoni-tradimenti-figli che nascono) sono solo pretesti per tirare avanti.


lunedì 12 febbraio 2007

Due o tre telefilm

by pio1976
A parte i capisaldi Lost (Kecco, hai visto l'ultimo episodio?) e Desperate Housewives (la terza serie ha dei colpi di scena da paura), in questo periodo sto seguendo alcuni telefilm davvero interessanti, che vorrei consigliarvi.

1. Heroes

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Un professore indiano scopre che ci sono in giro per il mondo alcune persone che hanno delle anomalie genetiche strabilianti, in pratica dei veri e propri superpoteri.
Ma non è il solo ad essere interessato a queste persone.
I punti a favore sono un gran numero di co-protagonisti (come in Lost), una bella trama e uno svolgimento particolare.


2. My name is Earl

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Earl Hickey è una specie di Lebowski che scopre che ad ogni sua azione negativa il destino gli riserva una corrispettiva situazione altrettanto negativa.
Così si fa seguace del Karma e inizia a porre rimedio a tutle le azioni negative che ha commesso durante la sua vita, sicuro che facendo ciò il fato gli riserverà altrettante cose belle.
Ovviamente queste malefatte spaziano da furti vari a cose ben più grotesche ("rubata auto a donna senza gamba") e ogni episodio - autoconclusivo - è molto gradevole.
Poche cose mi hanno fatto ridere come questo telefilm, davvero ben fatto.


3. Weeds

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Nancy è la madre, vedova, di due adolescenti, e abita in un bel quartiere residenziale di casette tutte uguali.
Tutto molto "Desperate Housewives", se non fosse che Nancy, per vivere, fa la spacciatrice di marijuana.
Anche qui situazioni al limite, e devo dire che se i primi episodi mi avevano lasciato freddino, ora (la serie è arrivata alla metà della seconda serie) la storia si fa davvero molto interessante.

Per darvi un idea di Weeds ecco gli insegnamenti dello zio Andy al piccolo Shane riguardo alla masturbazione:


Prossimamente mi dedicherò anche ad alcune serie nuove di cui mi parlano molto bene (Entourage, Ugly Betty, Dexter e Supernatural) e a due non proprio nuove che ho finora trascurato, ma che pareri strafavorevoli di amici e critica mi hanno invogliato a recuperare (24 e Dr. House).

Il tutto senza trascurare la sesta serie di Scrubs, su cui evito di spoilerare per evitarmi le ire del Dott. Bonazzi jr.

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