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lunedì 2 luglio 2012

Bar Sport: Spagna - Italia 4-0

by Nick
Serve altro o basta il titolo?

C'è un italiano, un francese, un tedesco...fermatemi se la sapete già...un inglese e uno spagnolo che vanno a giocare una grande competizione continentale. L'inglese vuole fare l'italiano, gli riesce maluccio ed esce. Il tedesco vede l'italiano e smette di giocare. Il francese saprebbe anche giocare ma è schizofrenico e non riesce a mettere ordine fra le troppe personalità, lo spagnolo arriva e insegna a giocare a tutti quanti.

Nel calcio ognuno ha poi la sua opinione. Per me si è arrivati cotti (blame Canada, Sky, il campionato a 3000 squadre e l'arroganza di due o tre proprietari troppo presi dal singolo orticello!) mezzi rotti - Chiellini ci è costato il gol troppo presto, su T. Motta non mi pronunzio. - e si è lasciato troppo alla squadra comunque più forte del mazzo.

"Scusa Mister, ma Thiago Motta???"
"Ehh, Anto', quello c'abbiamo, che vuoi da me?"
Risultato giusto, rimangono dei rimpianti. Cassano senza l'infarto, Pepito Rossi con le ginocchia, un po' di condizione atletica in più e la Spagna si poteva attaccare, soprattutto in mezzo, dove il sig. Shakira si è un po' perso da che il suo amichetto Ibra è tornato al Milan, Puyol è ancora il miglior difensore che hanno e mancava, e Sergio Ramos è tutto fuorchè un centrale...peccato!

No, Balo, non è colpa tua se Pietro è andato a divertirsi invece che rimanere a soffrire con la squadra!

Nota a margine: togliere l'alchimia creatasi e scombinare il trend positivo è un delitto CAPITALE. Col Manara interdetto dalla sciarpina rossonera e dal Bonomini e il Bonazzi in esilio lontano si vinceva. Qualcuno ha sconvolto il tutto e ha incrociato i flussi. Non si fa!

mercoledì 10 agosto 2011

Buon compleanno Pietro!

by Nick
E sono 35! A questo punto ci vuole una bella foto recente, tipo questa:


Coppie 4



O un po' di retrospettiva nostalgica...tipo così:





1994. Febbraio


Ma noi si preferisce ricordarlo così (forse!):



Candle in the nose


Ad ogni modo..



TANTI AUGURI PIETRACCIO!!!

martedì 31 maggio 2011

PATETICO A CHI???

by Nick
014

Si è chiusa l'edizione 2011 del torneo di calcetto "Tommaso Pengo".

Cioè, in realtà il torneo prosegue, anzi si può dire che entri nel vivo. Siamo noi che ne usciamo. Ma è COME usciamo che conta veramente.

Ne usciamo da vincitori morali. Sconfitti sul campo da giocatori più forti, atleti meglio allenati, a volte anche solo da ragazzi più giovani e gagliardi. Ma moralmente abbiamo sempre vinto noi!

Usciamo (chi più/chi meno) minato nel fisico. Lividi e sbucciature nel migliore dei casi. Qualcuno lamenta contusioni. Altri probabilmente dovranno farsi vedere da qualche specialista. Il prezzo da pagare all’età, alla sfortuna, alla legge dei Grandi Numeri. Ma non ci hanno mai piegato. Ferito sì. Forse inizialmente deriso. Ma piegato mai!

Cosa rimane? Di sicuro rimarrà la Coppa Simpatia, a dispetto delle due espulsioni rimediate, apparse da subito troppo fiscali e avventate.

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Rimarrà l’ultimo gol. A parte l’immotivato autoincensamento (azione personale e tiro che neanche ai bei tempi!!!) il terzo gol è il simbolo della voglia di migliorarci, del nostro cuore, del voler fare qualcosa in più, partita dopo partita. Ce l’eravamo promesso. Ce lo sentivamo. L’abbiamo fatto e l’abbiamo festeggiato. Tutti.

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E poi ancora, in ordine sparso: le rovesciate belle e sfortunate di Ettore e Davide. Lo spamming violento pre, durante e dopo le partite. Il treno di Pelle. Il bambinello in spogliatoio. Davide e Gildo che si scontrano due volte. Bruno che chiama il passaggio ed è ancora nella sua area. Bruno che si pappa tre pizze in silenzio. L’arbitro corrotto della seconda partita, con il fallo di pancia e rigore, il mani – e – fuori di Pietro sanzionato e la conseguente cacciata di Kecco. Il gol di Pupis. Gli stop di Pupis. Il cross di Pupis. La cabeza de Dios di Gildo. La manita di Davide. Le costicine. Le pizze dopopartita. Ettore torna un passo! Il prete di Dome. Pietro usa le mani! Il retropassaggio al portiere è male.

Soprattutto rimarrà questo:

DSC_8110

Approfitto, chiudendo, per ringraziare chi ha reso possibile questa pagina di grande sport: Alberta e i ragazzi dello staff. Francesco, presidente, primo tifoso, immenso. E poi Gildo, Pupoli, Pelle, Dome, P!o, Ettore, Davide, Bruno. Il Patetico Madrid. Grazie ragazzi!

mercoledì 25 maggio 2011

Fuck the system!

by Nick
O del perchè ci impelaghiamo a giocare in tornei in cui siamo gli unici a voler solo divertirci mentre tutti gli altri vogliono solo romperci le chiappe tipo il simpatico vecchietto della foto che ormai avete visto tutti.

Antefatto

C’è un tizio che conosciamo che si mette con la sorella di un altro tizio. Già questo grida vendetta al cielo, ma andiamo avanti. La sorella è fra gli organizzatori di un torneo di calcio a 5 dedicato alla memoria di un amico tragicamente scomparso. Il tizio che conosciamo viene subdolamente coinvolto nella creazione di una squadra atta a competere nel suddetto torneo. Altrettanto subdolamente questo tizio, che qui per comodità chiameremo Ciccio, invece di chiamare atleti di livello e degni interpreti della disciplina, non trova di meglio raccatta una decina di rottami vecchie glorie e li convince a partecipare millantando divertimento selvaggio, soprattutto sotto le docce, e fiumi di birra ad avvenuta tenzone.

Il fatto

Lunedì il team di Vecchie Glorie scende in campo contro 5 sbarbati. Gli stronzetti si presentano spocchiosamente con 5/6 minuti di ritardo, con molto poco tatto fanno subito notare il gap generazionale che ci divide, e in campo sfoderano tutto l’ardore e l’agone che la loro verde età gli consente. Noi abbiamo una muta di maglie colorita, la voglia di partecipare ad un evento benefico, molta buona volontà e, chi più chi meno, una tecnica cristallina che sopperisce al fiato corto. Un paio di rovesciate spettacolari, un paio di legni infidi, il primo tempo si chiude su un illusorio 2-1 per i giovinastri. Nel secondo tempo accade il fattaccio: un nervoso Paulo Roberto Cotechiño s’improvvisa opposto e schiaccia a terra da ultimo uomo un velenoso pallonetto avversario. Rosso diretto, fischi del pubblico, Cotechiño sotto la doccia anticipatamente. Privi di cotanta guida spirituale, minati nel fisico ma non nello spirito, il Patetico Madrid affonda sotto le bordate avversarie e la partita si chiude con un bugiardo 8-2. Doccia, trenino, elicotteri vari, un paio di birre e si torna dalle sconsolate consorti.

I postumi

La prossima partita è fissata in calendario per venerdì. Dei dieci baldi Patetici presentatisi bel belli al primo incontro rimane solo uno sparuto gruppetto. Fra chi lamenta fastidiose conseguenze dell’avvenuta pugna agli arti inferiori, chi deve cedere ai dettami dell’Orco famigliare, chi a quelli di quello sconosciuto essere immondo chiamato Lavoro, la conta dei superstiti chiamati ad onorare l’impegno risulta essere inferiore alle aspettative oltre che al numero legale per far disputare la partita. Si rende necessaria l’italica arte della gabola, ovvero recuperare un quinto a tutti i costi, provando anche a corrompere il Comitato Organizzatore al fine di far ridurre/togliere la squalifica del nostro nume tutelare P.R. Cotechiño. Niente da fare, la balda gioventù Hitleriana Comitato organizzatore decide che lo spirito del torneo non è assolutamente all’insegna del "voemose ben! e dell’ "Importante è partecipare". E che siccome occorre vincere (e vinceremo!) ad ogni costo, è più importante che tutti gli avversari abbiamo il sacrosanto diritto di prenderci a pallate, piuttosto che farci affrontare una cazzo di partita di un cazzo di torneo di merda permetterci di onorare la competizioni nelle migliori, per quanto possibile, condizioni ----tiro il fiato---morale della favola la squalifica non viene tolta.

Però dal momento che i nostri avversari sono tutti giovincelli e non così serrati dai ritmi e dalle esigenze lavorative/familiari ci viene concesso di spostare l’incontro il giovedì rispetto al venerdì.

In poche parole

Giovedì dovremmo essere in 5. Forse 6 se un treno arriva in tempo e le cavallette deviano di un palmo. Venerdì saremmo sicuramente in 4. Meglio giocare giovedì. Anche se abbiamo un giorno in meno per recuperare il fiato. Anche se prima di giocare dovrò passare da Callegari a comprarmi un po’ di pazienza coniugale sotto forma di reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica. Faremo il possibile. Onoreremo la maglia. Faremo finta di non pensare che senza El Trivela il nostro tasso tecnico rasenta lo zero assoluto. Che senza 55 Powers le nostre speranza di guadagnarci il trofeo simpatia e fair play scendono considerevolmente. Per non parlare della squalificato Cotechiño e delle sue indubbie doti di pallavolista. Va bene. Faremo il nostro dovere, bastardi parrucconi e senza gloria! Ci immoleremo all’altare del Dio pallone per permettervi di bucare la nostra porta coi vostri ardori giovanili e la baldanza dei vostri petti e gambe. Lasceremo che vi giochiate l’indubbio merito di vincere il torneo mercanteggiando nel tempio della differenza reti che riuscirete a propinarci, sguazzando nel fango di una morale regolamentata più da una fragile carta che non da un illuminato senso di realtà e lealtà sportiva. Fate pure scempio del povero piccolo Patetico Madrid. Fate, fate pure. La sua anima non la piegherete. Onoreremo la competizione fino in fondo, noi! E l’anno prossimo chiamate pure Messi e C. Ronaldo, se questo è lo spirito che intendete portare avanti. Io, per conto mio, faccio un passo indietro e l’anno prossimo me ne sto a casa.
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