1. Bilico, di Paola Barbato.

Giallazzo come non ne leggevo da anni, atmosefere a metà tra Dexter e Almost Blue, è la storia della caccia a uno spietato serial killer da parte della dottoressa Giuditta Licari e del distretto di polizia in cui lavora come collaboratrice.
L'autrice è nella scuderia degli autori di Dylan Dog, e già si era fatta apprezzare per aver riportato in auge le storie dell'Indagatore dell'Incubo, dopo un periodo che definire di magra è davvero riduttivo. Sclavi scriveva bene (Non è Successo Niente era davvero bello), ma la Barbato scrive *davvero* Bene.
2. Cunnilingusville di Augusten Borroughs.

Vita vera e peripezie amorose di un pubblicitario gay.
Sembra una cosa un po' già sentita, ma vi garantisco che in alcuni punti mi sono sorpreso a sganassare rumorosamente. Scrittura veloce e molto molto divertente. Ora credo che recupererò anche* Correndo con le Forbici Mano, da cui mi pare abbiano tratto anche un film, che narra dell'infanzia e dell'educazione dell'autore, tra madri alcolizzate e scenari da emergenza sociale.
* Ho questo difetto che quando trovo un autore che mi piace ho il bisogno di leggere il più possibile di quell'autore; a volte prendo delle sonore cantonate (ho letto un sacco di libri inutili di Irvine Welsh, dopo gli ottimi Acid House e Trainspotting); a volte invece mi va di lusso, quando trovo l'Autore Giusto (tipo Palahniuk, o quel genio di David Foster Wallace).
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