O del perchè ci impelaghiamo a giocare in tornei in cui siamo gli unici a voler solo divertirci mentre tutti gli altri vogliono solo romperci le chiappe tipo il simpatico vecchietto della foto che ormai avete visto tutti.
Antefatto
C’è un tizio che conosciamo che si mette con la sorella di un altro tizio. Già questo grida vendetta al cielo, ma andiamo avanti. La sorella è fra gli organizzatori di un torneo di calcio a 5 dedicato alla memoria di un amico tragicamente scomparso. Il tizio che conosciamo viene subdolamente coinvolto nella creazione di una squadra atta a competere nel suddetto torneo. Altrettanto subdolamente questo tizio, che qui per comodità chiameremo Ciccio, invece di chiamare atleti di livello e degni interpreti della disciplina,non trova di meglio raccatta una decina di rottami vecchie glorie e li convince a partecipare millantando divertimento selvaggio, soprattutto sotto le docce, e fiumi di birra ad avvenuta tenzone.
Il fatto
Lunedì il team di Vecchie Glorie scende in campo contro 5 sbarbati. Gli stronzetti si presentano spocchiosamente con 5/6 minuti di ritardo, con molto poco tatto fanno subito notare il gap generazionale che ci divide, e in campo sfoderano tutto l’ardore e l’agone che la loro verde età gli consente. Noi abbiamo una muta di maglie colorita, la voglia di partecipare ad un evento benefico, molta buona volontà e, chi più chi meno, una tecnica cristallina che sopperisce al fiato corto. Un paio di rovesciate spettacolari, un paio di legni infidi, il primo tempo si chiude su un illusorio 2-1 per i giovinastri. Nel secondo tempo accade il fattaccio: un nervoso Paulo Roberto Cotechiño s’improvvisa opposto e schiaccia a terra da ultimo uomo un velenoso pallonetto avversario. Rosso diretto, fischi del pubblico, Cotechiño sotto la doccia anticipatamente. Privi di cotanta guida spirituale, minati nel fisico ma non nello spirito, il Patetico Madrid affonda sotto le bordate avversarie e la partita si chiude con un bugiardo 8-2. Doccia, trenino, elicotteri vari, un paio di birre e si torna dalle sconsolate consorti.
I postumi
La prossima partita è fissata in calendario per venerdì. Dei dieci baldi Patetici presentatisi bel belli al primo incontro rimane solo uno sparuto gruppetto. Fra chi lamenta fastidiose conseguenze dell’avvenuta pugna agli arti inferiori, chi deve cedere ai dettami dell’Orco famigliare, chi a quelli di quello sconosciuto essere immondo chiamato Lavoro, la conta dei superstiti chiamati ad onorare l’impegno risulta essere inferiore alle aspettative oltre che al numero legale per far disputare la partita. Si rende necessaria l’italica arte della gabola, ovvero recuperare un quinto a tutti i costi, provando anche a corrompere il Comitato Organizzatore al fine di far ridurre/togliere la squalifica del nostro nume tutelare P.R. Cotechiño. Niente da fare,la balda gioventù Hitleriana Comitato organizzatore decide che lo spirito del torneo non è assolutamente all’insegna del "voemose ben! e dell’ "Importante è partecipare". E che siccome occorre vincere (e vinceremo!) ad ogni costo, è più importante che tutti gli avversari abbiamo il sacrosanto diritto di prenderci a pallate, piuttosto che farci affrontare una cazzo di partita di un cazzo di torneo di merda permetterci di onorare la competizioni nelle migliori, per quanto possibile, condizioni ----tiro il fiato---morale della favola la squalifica non viene tolta.
Però dal momento che i nostri avversari sono tutti giovincelli e non così serrati dai ritmi e dalle esigenze lavorative/familiari ci viene concesso di spostare l’incontro il giovedì rispetto al venerdì.
In poche parole
Giovedì dovremmo essere in 5. Forse 6 se un treno arriva in tempo e le cavallette deviano di un palmo. Venerdì saremmo sicuramente in 4. Meglio giocare giovedì. Anche se abbiamo un giorno in meno per recuperare il fiato. Anche se prima di giocare dovrò passare da Callegari a comprarmi un po’ di pazienza coniugale sotto forma di reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica. Faremo il possibile. Onoreremo la maglia. Faremo finta di non pensare che senza El Trivela il nostro tasso tecnico rasenta lo zero assoluto. Che senza 55 Powers le nostre speranza di guadagnarci il trofeo simpatia e fair play scendono considerevolmente. Per non parlare della squalificato Cotechiño e delle sue indubbie doti di pallavolista. Va bene. Faremo il nostro dovere, bastardi parrucconi e senza gloria! Ci immoleremo all’altare del Dio pallone per permettervi di bucare la nostra porta coi vostri ardori giovanili e la baldanza dei vostri petti e gambe. Lasceremo che vi giochiate l’indubbio merito di vincere il torneo mercanteggiando nel tempio della differenza reti che riuscirete a propinarci, sguazzando nel fango di una morale regolamentata più da una fragile carta che non da un illuminato senso di realtà e lealtà sportiva. Fate pure scempio del povero piccolo Patetico Madrid. Fate, fate pure. La sua anima non la piegherete. Onoreremo la competizione fino in fondo, noi! E l’anno prossimo chiamate pure Messi e C. Ronaldo, se questo è lo spirito che intendete portare avanti. Io, per conto mio, faccio un passo indietro e l’anno prossimo me ne sto a casa.
Antefatto
C’è un tizio che conosciamo che si mette con la sorella di un altro tizio. Già questo grida vendetta al cielo, ma andiamo avanti. La sorella è fra gli organizzatori di un torneo di calcio a 5 dedicato alla memoria di un amico tragicamente scomparso. Il tizio che conosciamo viene subdolamente coinvolto nella creazione di una squadra atta a competere nel suddetto torneo. Altrettanto subdolamente questo tizio, che qui per comodità chiameremo Ciccio, invece di chiamare atleti di livello e degni interpreti della disciplina,
Il fatto
Lunedì il team di Vecchie Glorie scende in campo contro 5 sbarbati. Gli stronzetti si presentano spocchiosamente con 5/6 minuti di ritardo, con molto poco tatto fanno subito notare il gap generazionale che ci divide, e in campo sfoderano tutto l’ardore e l’agone che la loro verde età gli consente. Noi abbiamo una muta di maglie colorita, la voglia di partecipare ad un evento benefico, molta buona volontà e, chi più chi meno, una tecnica cristallina che sopperisce al fiato corto. Un paio di rovesciate spettacolari, un paio di legni infidi, il primo tempo si chiude su un illusorio 2-1 per i giovinastri. Nel secondo tempo accade il fattaccio: un nervoso Paulo Roberto Cotechiño s’improvvisa opposto e schiaccia a terra da ultimo uomo un velenoso pallonetto avversario. Rosso diretto, fischi del pubblico, Cotechiño sotto la doccia anticipatamente. Privi di cotanta guida spirituale, minati nel fisico ma non nello spirito, il Patetico Madrid affonda sotto le bordate avversarie e la partita si chiude con un bugiardo 8-2. Doccia, trenino, elicotteri vari, un paio di birre e si torna dalle sconsolate consorti.
I postumi
La prossima partita è fissata in calendario per venerdì. Dei dieci baldi Patetici presentatisi bel belli al primo incontro rimane solo uno sparuto gruppetto. Fra chi lamenta fastidiose conseguenze dell’avvenuta pugna agli arti inferiori, chi deve cedere ai dettami dell’Orco famigliare, chi a quelli di quello sconosciuto essere immondo chiamato Lavoro, la conta dei superstiti chiamati ad onorare l’impegno risulta essere inferiore alle aspettative oltre che al numero legale per far disputare la partita. Si rende necessaria l’italica arte della gabola, ovvero recuperare un quinto a tutti i costi, provando anche a corrompere il Comitato Organizzatore al fine di far ridurre/togliere la squalifica del nostro nume tutelare P.R. Cotechiño. Niente da fare,
Però dal momento che i nostri avversari sono tutti giovincelli e non così serrati dai ritmi e dalle esigenze lavorative/familiari ci viene concesso di spostare l’incontro il giovedì rispetto al venerdì.
In poche parole
Giovedì dovremmo essere in 5. Forse 6 se un treno arriva in tempo e le cavallette deviano di un palmo. Venerdì saremmo sicuramente in 4. Meglio giocare giovedì. Anche se abbiamo un giorno in meno per recuperare il fiato. Anche se prima di giocare dovrò passare da Callegari a comprarmi un po’ di pazienza coniugale sotto forma di reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica. Faremo il possibile. Onoreremo la maglia. Faremo finta di non pensare che senza El Trivela il nostro tasso tecnico rasenta lo zero assoluto. Che senza 55 Powers le nostre speranza di guadagnarci il trofeo simpatia e fair play scendono considerevolmente. Per non parlare della squalificato Cotechiño e delle sue indubbie doti di pallavolista. Va bene. Faremo il nostro dovere, bastardi parrucconi e senza gloria! Ci immoleremo all’altare del Dio pallone per permettervi di bucare la nostra porta coi vostri ardori giovanili e la baldanza dei vostri petti e gambe. Lasceremo che vi giochiate l’indubbio merito di vincere il torneo mercanteggiando nel tempio della differenza reti che riuscirete a propinarci, sguazzando nel fango di una morale regolamentata più da una fragile carta che non da un illuminato senso di realtà e lealtà sportiva. Fate pure scempio del povero piccolo Patetico Madrid. Fate, fate pure. La sua anima non la piegherete. Onoreremo la competizione fino in fondo, noi! E l’anno prossimo chiamate pure Messi e C. Ronaldo, se questo è lo spirito che intendete portare avanti. Io, per conto mio, faccio un passo indietro e l’anno prossimo me ne sto a casa.