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martedì 10 agosto 2010

Compleanni d'agosto

by Nick
Il novello sposino Raffo è tempestivo nell'inviare un nuovo spezzone dell'incredibile performance dei D0lce/Ralph/The legno nella strepitosa cornice del matrimonio dell'anno.


Augurazzi dunque al bassista, attualmente in missione per conto di Dio in terra canadese, e al cantante smemorato, che compone testine dal suo dorato esilio in Pineta. E ci uniamo idealmente al chitarrista nel suo tributo al loro genetliaco di qualche annetto fa...


giovedì 1 luglio 2010

Saturday night liver

by Nick

Davide, indottrinato da una certa propaganda di sinistra e da giudici corrotti e politicizzati, è terrorizzato dall’idea ridicola che io possa russare. Quindi decide che la miglior difesa è l’attacco, e complice un naso chiuso allergico da primato, produce suoni degni di una vuvuzuela ingolfata. Ok, di sicuro nessuno potrà accusarci di aver poltrito a Londra. Alle nove butto tutti giù dal letto – mal comune mezzo gaudio! – e ci infiliamo a far colazione, facendo scappare tutti gli altri avventori.

Giriamo per Londra come zombies, puntando fastidiosamente le ragazze che transitano per il radar. Sarà che sono tutte abbastanza discinte per il caldo, sarà che le nuove generazioni di inglesi sono ASSAI meglio rispetto alle prime volte che siamo venuti, ormai vent’anni fa!, fatto sta che apprezziamo il panorama. Trascorriamo la giornata al parco a ricaricare le pile, distesi sotto gli alberi con ogni genere di conforto, leggesi birra!, e osservando la varia umanità che cazzeggia come noi. Ah, ci inventiamo un film bellissimo e tristissimo su una giovine coppia accampata poco distante da noi, lui la invita al parco, bollicine pronte e classica situation da anello, lei invita tutti i suoi amici a raggiungerli, lui si scazza e va a “prendere le sigarette”, lei non lo vede più tornare ma ormai si è scolata tutto il vino con gli amici, sicchè..

Anatre. Hide Park. Serpentine lake. Sonno.

Neanche se io e il buon Davide si nuotasse in una vasca di antistaminico potremmo reggere l’impatto con tutti i pollini di Hide Park. Siamo costretti a mollare la splendida compagnia smoccolando e starnutendo, e a chiuderci in albergo per ristabilirci. Neanche il tempo di un doccino rigenerante che la coppia Joe – Bruno irrompe in camera per trascinarci a Piccadilly. Ci ritroviamo a girare per Chinatown e Soho come dei veri turisti, in attesa di improbabili rendez-vous con mezzo mondo. Aspettiamo mia sorella che arrivi col fratello di Bruno, la sorella di Bruno con moroso e amica trapiantata che ci deve fare da Cicerone attraverso la dolce vita londinese, e la sorella di mia moglie con moroso e amico. Non ce la faremo mai! Consci di questa scottante verità recuperiamo mia cognata e aspettiamo in un pub i vari ritardatari.

Qui inizia la serata. Per recuperare energie dalla serata precedente, a base di rockeggio duro e sonno arretrato non c’è nulla di meglio che svaccare totalmente e darci dentro ancora di più! Iniziamo con tre pinte di birra, poi andiamo a fare un cospicuo fondo in una steak house, mentre altre scuole di pensiero – leggi sorella “sofisticata” - optano per una pizza, e siamo pronti per Giulia e le sue amiche in da club!

Surprise: al club ci rimbalzano! Chi è già dentro sta, chi è fuori non può più entrare. Che disdetta, la divisione dei flussi è dolorosa ma urge un piano B. Parte l’organizzazione Bonazzi. Chiedo a Salvatò - amico di cognata, beneventino di nascita, londinese d’adozione, viveur di professione e omosessuale per passione – di portarci da qualche altra parte. La mission gli garba parecchio sennonché a Soho i locali etero sono molto pochini. Proviamo in un club per balli latino americani.Tempo di guardarsi un po’ in giro, realizzare che la tipa in minigonna che gira a versare gli shots in realtà è un tipo, e poi si prende possesso del bar. Tim, il boyfriend di mia cognata, inizia le danze offrendo un Flaming Lamborghini. L’attenzione di tutti gli avventori si sposta sul gruppo di italians e sul banconist giappo e strabico che fa colare sui nostri bicchieri alcool in fiamme. Molto buono. Altro giro. Stavolta il pazzo orientale incendia del liquido in un bicchiere, aspiriamo i fumi dell’alcool bruciato e poi ci tuffiamo nel beverone sottostante, ovviamente tutto di un fiato. Ok, adesso siamo veramente garruli, talmente garruli che non ci avvediamo che una tizia ci si è azzeccata al solo scopo di bere gratis, e da consumata predatrice si è tuffata sui nostri coctails prima che si potesse dirle nulla. Poi con gran faccia di tolla british si è pure fatta una foto con noi.

Perché nessuno mi dice che devo aprire gli occhi in foto, perché???

Ormai la serata è ben indirizzata. A colpi di cinquanta e passa pounds a giro, (con quello che costa qui l’alcool ci credo che ci siano le zecche da banco!) passano nelle nostre gole un paio di shots imprecisati, e una divertente “tequila dell’amor”. Poi Checco si intorta il barista a colpi di inglese impeccabile e notevoli competenze calcistiche, e nobilita il suo turno con un doppio show di bicchierini ricolmi, di cui uno offerto dalla casa. Evvai! Fra un drink e l’altro arriva l’orario di chiusura. Ci cacciano fuori dal locale che ormai albeggia, un contrasto ideale con quello che sono le nostre facoltà, che potremmo qui generosamente definire ottenebrate. Checco cerca di piazzare Davide (“Italian stallion, from Rome!”) a tutte le tipe che incrociamo. Joe trattiene a fatica i litri ingurgitati, nonostante delle simpaticone, conosciute sull’autubus di ritorno, lo colpiscano ripetutamente sulle reni. Stremati ma felici raggiungiamo alfine l’hotel.


Bruno?Bruno??Brunooo?? Ok,dai,scatta!

Per la fredda cronaca: il giorno dopo (si fa per dire!) io e Davide abbiamo preso l'aereo per casa, lasciando a malincuore il gruppo al pub davanti a birre, pollo e Germania - Inghilterra. Già all'aeroporto arrivavano sms di Bruno volti a trasmetterci il loro gaudio sommo nel gustarsi la grassa inchiappettata inglese in mezzo agli isolani. Ma siccome il buon Bruni non è farina da fare ostie e nessuno può permettersi di sopravanzarlo in termini di "magic moments", eccolo scovare il vero protagonista oscuro della nostra gita e offrirgli l'ebbrezza di una foto con noi!


Nel segno di Zorro!!

martedì 29 giugno 2010

London (Hard Rock) Calling Part Two

by Nick

Qui ci siamo tutti e rockeggiamo!

Il protagonista assoluto del concerto è Bruno. Con quell‘aria sempre un po’ così, da ingegnere-ma-non-sono-più-ingegnere, è il principale catalizzatore di weirdness all’interno del parco. La nana è ancora lì che saltella davanti ai suoi occhi per cercare di attirare la sua attenzione quando arrivano due sciroccati, moroso e morosa visibilmente alticci, e gli si piazzano davanti. Già la nana non vedeva nulla del concerto, in più questi idioti si mettono in mezzo arrivando splendidi a metà concerto..è troppo! Rapida concertazione con l’amica e il contenuto di una bozza di birra passa con destrezza dal vetro alla maglia dell’intrusa. Dall’altra parte il genio prima ignora i cortesi inviti di Giulia a levarsi di torno, poi fa il simpatico con il fratello, mettendogli le mani sulle spalle e cercando improbabili abbracci festosi. L’accoglienza ricevuta e le narici in rapida dilatazione dei Bonomini Bros. finalmente li porta a cercarsi nuove amicizie altrove. Per le tre amiche al nostro fianco questo sfoggio di testosterone pone Bruno direttamente fra gli eroi omerici.


Minuto 1.25. Strip. Eddie Ringrazia.


Il concerto purtroppo finisce. Le tizie aspettano a lungo un cenno d’intesa da parte nostra. Niente da fare, sconsolate se ne vanno fra il mare di bottiglie vuote che ricopre il prato. Scatta la caccia alla maglietta tardiva. Le taglie da uomini ovviamente sono già quasi tutte esaurite. Nel tentativo di procacciarsi l’ultima Bruno viene insidiato da un’italiana scambista con moroso a pochi metri, mentre Davide porta a casa una taglia small, millantando improponibili lavaggi a freddo in grado di renderla fit to wear sul suo corpaccione da pugile provetto. La serata finisce a casa di Giulia e Javier, dopo ore di infruttuosi tentativi di rimediare un po’ di birra in giro per il quartiere. Al supermercato aperto all night long rimediamo vaschette di frutta fresca, patatine fritte e coca cola, lo stretto necessario per un piccolo party analcolico e a piedi scalzi. All’alba delle due e mezzo siamo di ritorno in albergo, il taxi non ci porta tutti e sei, ci tocca dividerci, il secondo gruppo (Davide – Joe – Bruno) aspetta un po’ di più ma in compenso si becca Boban (!) che sfreccia per Londra in risciò.

lunedì 28 giugno 2010

London (Hard Rock) Calling Part One

by Nick

In attesa del ritorno dei più fortunelli, che hanno potuto fermarsi in U.K. fino ad oggi e posticipare il rientro lavorativo, saltando l'afoso e insidioso lunedi, posto intanto un paio di spunti su quello che è stato il nostro w.e. londinese.

Venerdì

Partenza. A dispetto delle gagliarde organizzazioni del Caudullo (Joe) si parte tutti a cazzo, aeroporti diversi ed orari diversi, utilizzando l'ampio spettro di compagnie low cost presenti. Si arriva a Victoria station sulle 14, c'è chi confonde la station dei treni con quella degli autobus (Victoria COACH station), ci si indispettisce un po', fa un caldo porco per essere a Londra, un McDonald d'ordinanza garantisce il rendez vous e il primo pasto inglese.

Le coppie sono così formate:

Io e Davide - si parte venere e si torna domenica per problemi di ferie. Ci accomuna anche una spiccata sensibilità verso i fottuti e tardivi pollini londinesi. A Treviso abbiamo incontrato Zvone Boban e Mary (Piva).

Joe, arrivato da Milano, e Bruno. Anni di rugby alle spalle e maschili spalmaggi vicendevoli di vasellina sul corpo li rendono di fatto la coppia più rodata, benchè

Alberta e Francesco facciano di tutto per strappare loro lo scettro nel w.e.

Momento più emozionante della giornata: l'incontro ad Hide Park fra fratelli Bonomini e

Giulia e Javier in trasferta da Valencia.

In questo tripudio di emozioni penetriamo i gates, ci accaparriamo un sacco di birra e ci prepariamo a rockeggiare.

Ma cazzo, c'è ancora Ben Harper!...questa puttanella ricciuta è un habitué dei festival, dal momento che nessuno se lo fila come musicista si azzecca ai grandi eventi per spaccare il cazzo ai fan degli altri gruppi provare ad acquisire visibilità. Peccato che solo il buon Javier condivida questa eccellente teoria, e che invece i miei presunti amici mi bersaglino col loro inutile sarcasmo e la loro saccenza mausicale. Vabbè.

Ben Harper e Eddie omaggiano il buon Freddie e il buon David con "Under Pressure". Il batterista ha le tettine come il bambino crucco dei Simpson. C'è tanta ma tanta mona gioventù affascinante e gli scapoli del gruppo iniziano a sentire l'ormone.

Poi arrivano loro e mettono d'accordo tutti.



Applausi.

La Betty conosce ben dieci canzoni!!!
Alla fine di Alive ha i penotti sul braccio..buon sangue non mente!
Torna sul palco Ben Harper...ma perché??? Vai in letto, suonato!
Le ragazze salgono sulle spalle dei loro boys e, quando inquadrate, lasciano vedere le loro grazie. Al buon Eddie questo non dispiace, e tutto sommato neanche a noi.
Siamo così disposti: i grossi davanti, a protezione di donne e zoppi (non ho preso manco un pestone in tutto il concerto!) , perchè i portoghesi davanti a noi tendono al pogo molesto. Al nostro fianco ci sono tre ragazze di cui una nanissima e carina, una normale e bruttina, una alta e bruttina. Abbassando le braccia dopo un applauso do un'ulteriore scorciatina alla nana. Un Bruno in versione scout arrazzato scatta a rimediare allo scempio. Risultato? La nana ne vuole assai da Bruno. La media ne vuole da Davide, la terza da me. Ma come il mio amico romano suggerisce: there's no trip for cats!

giovedì 4 febbraio 2010

Mamma mi cercò su Goooooogle...

by Nick
Antefatto: ieri la Dr. Atzori era ospite a cena a casa nostra.
Si mangia, si beve, si ride e si scherza, si attende il Dr. Piva per il dopocena Lan, si parla (un po' troppo!) di matrimoni. In pratica la discussione sale di colpi quando si affronta il tema "scarpe et vestito" (Scarpe...vestiti...), con conseguente introduzione di termini quali paillettes e strass, tulles e quant' altro che istantaneamente hanno il potere di emarginarmi dal discorso. Poco male finché posso gettare l'occhio sulla televisione e sull'ennesimo trionfo interista della stagione.

Il brutto è che le due arpie desiderano vedermi maggiormente coinvolto nei loro sbrodolamenti sartoriali, quindi ci si sposta sul divano e l'elettrodomestico viene spento. Inutile dire che attendo la morte o qualsiasi altro diversivo (Dome, dove sei???) con malcelata impazienza. Il diversivo arriva. La nostra meravigliosa ospite, fra un lustrino e una bomboniera inforca un curioso aneddoto sul suo nome digitato su Google. Ci spiega che tempo addietro sua madre, cercando in rete l'esimio appellativo della primogenita si è imbattuta in un certo qual blog, dove il suddetto nome veniva evocato in termini lusinghieri.

Parte la ricerca. Troviamo subito il blog:


e il commento in questione. E' il numero 2.

In effetti a prima vista è lusinghiero, altroché! Peccato che Mrs Atzori abbia evidentemente omesso di scrollare verso il basso la rotellina centrale del mouse, non cogliendo appieno il profondo significato che il commento riponeva nel finale.

Dobbiamo scoprire chi è questo tizio e invitarlo al matrimonio!!!

mercoledì 26 agosto 2009

Come nel 1996, più o meno...

by pio1976
In questi giorni sono solo soletto: moglie e prole sono al mare fino alla fine della settimana e io mi godo la Magnifica Solitudine concedendomi cose che, altrimenti, non mi potrei concedere, tipo: dormire in diagonale nel lettone, farmi una rumorosa doccia a notte fonda prima di mettermi a letto (senza timore di svegliare le bimbe), farmi una rumorosa doccia la mattina presto (senza timore di svegliare le bimbe), andare a giocare a Beach Volley dopo cena, ma soprattutto: rinverdire gli antichi fasti del periodo universitario e popolare la casa di amici storici per passare una serata condita da cibo, birre, playstation e rutto libero (nel migliore dei casi).

Così ieri sera, dopo esserci sparati 1Kg. di pasta alla Puppis (gentilmente offerta dallo chef più in voga del momento), abbiamo rotto gli indugi e come un sol uomo ci siamo riversati sul divano, armati di joypad.

Nella foto sopra: i nostri eroi.
p!o non c'è perché sta scattando la foto; da notare che AlePat
è già stato emarginato per le ragioni che vedremo più avanti. :D


Il gioco è sempre lo stesso, da anni: Pro Evolution Soccer* (che a noi Fifa ci ha sempre fatto un po' schifo...). La versione è la 2008 (che a noi checcenefrega di essere aggiornati, e poi vuoi mettere ritrovarsi ad esclamare "Ma chi cazzo è 'sto Mauri in nazionale?!?").

Si tiene l'Italia in Coppa del Mondo.

Si gioca in 5 nella stessa squadra Vs. Computer (che a noi ci piace tanto giocare insieme).

Dato che siamo in sei, i fortunati Ca.Ma e AlePat si danno il turno giocando 45' a testa, non perché si siano gentilmente offerti, ma perché capiscono che il silenzio degli altri 4 significa, nella migliore delle ipotesi: "tocca il mio joypad e ti rompo il culo".

I 6 giocatori rispecchiano 6 tipologie ben precise di giocatore di PES:

1. Nick: Lo Stratega.
Comanda i menu e le sostituzioni. Conosce il gioco e ne padroneggia i movimenti. Purtroppo, essendo romanista ha un solo obiettivo in testa: segnare facendo er cucchiaio.

2. Kecco: Il Volenteroso.
Pur non essendo avvezzo al mondo dei videogiochi, impara in fretta e si muove bene in campo, anche perché appassionato e intenditore del Bel Calcio (nonostante sia interista).

3. Pupoli: L'Appassionato.
Rapace in area di rigore, non esita a sfogare tutta la rabbia per l'occasione mancata inveendo contro tutti gli angeli del coro e contro ogni divinità più o meno riconosciuta. Uomo squadra, non esita a incitare i compagni con amore e affetto con espressioni tipo "Ma che cazzo fai, mona", "Dammi quella cazzo di palla", "Porco qua" e "Porco là".

4. p!O: L'Esperto o Presunto Tale.
Profondo conoscitore del mezzo (ore e ore sprecate davanti a PES fin da quando si chiamava ancora International Superstar Soccer 64), eccede spesso in inutili virtuosismi. Millanta errori di pulsante per mascherare cappelle incredibili, e provoca gli insulti e le mazzate dei compagni.
Poi però azzecca il gol della vita, al volo da 40 metri (e con Materazzi!) e tutto si dimentica.

5. Ca.Ma: Il Compagnone.
Tipo che lui si divertirebbe anche solo a guardare gli altri giocare (e insultarsi). Ma dato che c'è un joypad... Ordinato in campo, senza tanti fronzoli.

6. AlePat: Il Fisico Che Sta Ai Videogame Come Stephen Hawking Sta al Parkour.
L'unico uomo in grado di confondere il tasto del passaggio corto con quello del tiro, tutte le volte che ha la palla. Ammirevole nell'impegno profuso, ma una partita in più e finiva linciato. :D

La serata vola in fretta, giochiamo partite memorabili, acciuffiamo un 2-2 contro l'Albania al 90°, perdiamo agli ottavi prendendo al 90° il gol del 2-3 dalla Polonia, beviamo, scherziamo, stiamo insieme.

La differenza con 13 anni fa è che allora non c'avevamo un cazzo da fare il giorno dopo, e la Lunga Notte Della Playstation finiva solo alle prime luci dell'alba.
Invece adesso ognuno c'ha i suoi cazzi, e La Lunga Notte Della Playstation finisce intorno all'una.

Grazie, comunque, è stata proprio una bella serata.

*Una volta abbiamo provato a fare la Lunga Notte Della Playstation giocando a Guitar Hero, ma dopo una sessione ininterrotta di 6 ore c'è gente che si è sentita male, e ha giurato No Mas.

lunedì 23 giugno 2008

Euro 2008: SPA - ITA tanto a poco

by pio1976
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Bravi loro (e pure fortunati, perché per vincere ai rigori ci vuole culo).

Il migliore dell'Italia: Cassano.
Il peggiore dell'Italia: Aquilani (ma ha giocato?)

Soliti 3 commenti:

1. Non riesco a farmi piacere 'sta nazionale.
2. Per il mondiale 2010 non ci rompete più le palle con Alex Del Piero e quanto è in forma e quanta fantasia e quanta tecnica eccheccazzo.
3. Ci voleva PippoGol.

UPDATE!
Dal nostro corrispondente all'Heineken Jammin' Festival! (g.a.c., a destra in questa foto).

[...] la partita è piaciuta molto sopratutto a Sting che durante i supplementari si divertiva a fare interferenze sul segnale video con il suo cellulare. (;)

Non abbiamo più l' età per partecipare a certi eventi, in ordine sparso citerò alcune chicche della trasferta:

0- Cercando parcheggio rischiamo di ammazzare 2 giovinetti in motorino durante un'abile manovra di inversione.

1- Parcheggiamo, ci avviamo e dopo 10 minuti Checco si accorge di aver lasciato il biglietto in macchina.

2- Lungo la strada Checco incontra e saluta il più vecchio trans di Mestre (che evidentemente conosceva da tempo).
2.1- Lungo la strada viene più volte offerto del fumo a Ale che evidentemente a Mestre ha una seconda vita.

3- I Baustelle fanno CA GA RE.

4- I Baustelle piacciono a Nick.

5- Il cantante degli Stereophonics urla più di un maiale sgozzato anche quando bisbiglia.

6- Alanis si è inquartata di brutto e mentre suona la fisarmonica abbocca, inciampa sul cavo e stacca il jack dal microfono, però sorride e riconquista tutti.

7- Il bassista nero di Alanis era sudato come 2 mandinghi, il chitarrista probabilmente è il figlio di Keith Richards.

8- Non ho aggettivi per descrivere la partita di Toni...

9- Mr Copeland oltre la batteria si era portato un intero set di pentole e pentolacce della Mondialcasa e un enorme gong e ogni volte che si spostava da una parte all'altra della sua postazione buttava via un paio di bacchette.

10- Indimenticabile il ragazzino alto 1.20 che si è fatto tutto il concerto dietro a Joe.

11- I Police hanno fatto tutto il repertorio, ottima la manicure di Sting e di Andy Summers.

12- Andy Summers è diventato uguale identico al dottor Kelso solo un po' più grasso.

13 ed ultimo- Tragico il ritorno verso la macchina fra piedi gonfi, culetti arrossati e puzze varie.[...]



lunedì 16 giugno 2008

Appunti del Weekend 13-14-15.06

by pio1976
1. Venerdì: ITA - ROM 1-1
Se ne è già parlato, i soliti tre commenti:
a. Pur apprezzando Toni, da un certo punto di vista non vedo l'ora che appenda gli scarpini al chiodo così che l'Italia torni alle classiche due punte e abbandoni lo schema "spara in avanti che tanto c'è Toni".
b. Del Piero non è un giocatore da nazionale. Punto e basta.
c. Ci vogliono i giocatori con le palle. Fuori Perrotta, Camoranesi e Del Piero. Dentro Gattuso, Cassano e Inzaghi. Ah, è vero, Inzaghi non c'è. Siamo spacciati.

2. Sabato: rendez-vous degli amici padovani
Bella serata, alla faccia di chi non c'era per vari motivi (in ordine sparso: stomaco - e non solo - in subbuglio, concerti, matrimoni vari e viaggi di piacere oltre frontiera).
Tra le varie cose che sono successe: l'Annuncio di Carludovica, la partita più brutta dell'Europeo e Raffo che si è impegnato la macchina per prendere un chilo e due di gelati alle creme da Grom.

Tutto molto bello.

3. Domenica: serata televisiva.
In Turchia-Rep. Ceca è successo di tutto.

Poi, a fine partita (e praticamente in contemporanea!), Kecco e Nick mi chiedono di sintonizzarmi su MTV per il concertone dei Cure. Due righe le spendo volentieri e lancio una provocazione: non so se sia invecchiato peggio Vasco o il buon vecchio Robert "Liz Taylor" Smith. Con tutta la stima che ho per entrambi (ma più per Robert Smith, ovviamente), non so se sia più ridicolo Vasco che a 60 anni si mette ancora le mani sul pacco oppure Bob che ancora si disintegra i capelli e si mette il rossetto. L'aggravante - per Vasco - è che è sette anni più vecchio di Bob.

Costretto a vestirsi di nero per ingannare il pubblico sulle proprie dimensioni francamente quasi imbarazzanti, il buon vecchio Bob si è tuttavia destreggiato ancora bene tra le varie canzoni del live, anche se le movenze sono ridotte al minimo sindacale (e qui, invece, l'atleta Vasco stravince).

Ma i Cure rimangono pur sempre i grandi Cure, e chissenefrega.

PS: vorrei un minuto di silenzio per il nuovo look di Porl Thompson (anche qui).

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