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venerdì 19 dicembre 2008

Cavie: Alti e Bassi

by pio1976
A distanza di un paio d'anni ho recuperato la voglia di affrontare Cavie di Palahniuk, che avevo iniziato e poi mollato in favore di altro (ero in piena overdose da Palahniuk).

Recensione per immagini (come già fatto per per Gang Bang):

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Recensione per parole:

Difficile dare un giudizio sintetico su questo libro: la trama principale fa da sfondo a 23 brevi racconti narrati dai personaggi che compongono la compagnia di scrittori rinchiusi nella casa dove si svolge la storia [prendo fiato].

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Alla fine del libro l'impressione è che la trama principale sia una specia di pretesto per inserire i racconti in un contesto più generale, senza ricorrere alla forma della raccolta.

Quindi il giudizio finale, posto che lo stile di Palahniuk mi affascina sempre, non può che essere, come da foto, "Alti e Bassi".

Alcuni racconti sono scialbi, altri quasi geniali, e la trama principale si presta a riflessioni sulla società dell'Apparire ad Ogni Costo. Ma quasi nulla più.

Classifica aggiornata Palahniukesca (e finalmente completa) secondo me:

1°. Diary
2°. Rabbia
3°. Fight Club

4°. Survivor - Soffocare - Invisible Monsters
7°. Cavie - Ninna nanna

9° (ma è riduttivo, perché è davvero parecchio più brutto di quelli qui sopra): Gang Bang.

Fuori classifica Portland Souvenir e La Scimmia Pensa, La Scimmia Fa (è saggistica, e comunque tra i due meglio il secondo).

mercoledì 15 ottobre 2008

Gang Bang: fuffa.

by pio1976
Ho finito l'ultimo romanzo di Palahniuk, Gang Bang (per le critiche sulla veste grafica italiana vedere qui).

Recensione per immagini:
gigantesco buco nell'acqua

Recensione per parole:
Il libro parte bene, lo stile di Palahniuk è riconoscibile come sempre (trama inframezzata da aneddotica, questa volta riguardante il dorato mondo di Hollywood raccontato dalla voce di Cassie Wright). Il problema è, questa volta, il modo in cui viene raccontata la storia. Spesso Palahniuk utilizza degli artifici narrativi nei suoi libri: in Survivor tutto il libro è un grande conto alla rovescia (tanto che il numero delle pagine scorre al contrario), in Rabbia le vicende vengono narrate soggettivamente dai personaggi del libro (che infatti è definito una "biografia orale"), e anche qui la vicenda è narrata in prima persona dai 5 personaggi (3 partecipanti, la pornostar e l'assistente) che prendono parte all'evento che fa da sfondo al romanzo: una gang bang 600vs1.

Il problema è che lo stile di Palahniuk non varia troppo a seconda che parli uno o l'altro personaggio, e questa mancanza di varietà finisce per appiattire tutta la narrazione.

Metteteci una ridondanza di descrizioni di sequenze di film porno, e la noia arriva già nelle prime 100 pagine.

Il finale, poi, e non vi dico nulla per non rovinarvi la sorpresa, è sinceramente una Cagata Pazzesca.

Se volete iniziare a leggere qualcosa di Palahniuk non cominciate da questo, recuperatevi piuttosto Fight Club, Diary o Rabbia (recentemente uscito in edizione economica).

martedì 7 ottobre 2008

Gang Bang di Palahniuk (usato come pretesto per inalberarmi sulla questione delle copertine dei libri italiani)

by pio1976
Ieri sera mi sono fiondato a comprare Gang Bang, il nuovo libro di Chuck Palahniuk.

Per adesso sospensione di giudizio (...epochè? riminiscenze classiche da verificare...) sulla trama, dato che sono arrivato a meno della metà prima di crollare dal sonno, ma mi permetto di fare alcune considerazioni sull'edizione italiana.

Il titolo originale è Snuff, che in inglese sta per snuff movie, cioè un film in cui, in soldoni, l'omicidio filamto è reale e non recitato.

In italiano è stato tradotto in Gang Bang. Perché? Boh. Mi rifiuto di pensare che sia perché il pubblico sa cos'è una gang-bang meglio di quanto non sappia cos'è uno snuff movie.

O quanto meno mi pare strano che non abbiano lasciato il titolo originale, anche solo per una questione di coerenza stilistica con l'originale, che lasciava presagire già dal titolo quello che il lettore italiano scopre dalla seconda di copertina (o comunque alla fine del primo capitolo, quindi questo non è uno spoiler).

Secondo punto: la copertina.

La copertina originale è di Rodrigo Corral, sintetizza il mood del libro senza avere richiami espliciti al sesso, alla gang-bang che fa da scenario ecc. Da notare che la copertina è così com'è qui sotto: niente tipografia elementare per indicare autore o titolo.

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La copertina dell'edizione Italiana è un'illustrazione di Manuele Scalia, designer che collabora da un po' con la Mondadori e che evidentemente non ne ha ancora abbastanza di vedere l'etichetta di titolo e autore piazzata nel bel mezzo delle sue illustrazioni.

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Il disegno richiama atmosfere da locandina vintage, ma ha bisogno di riferimenti testuali espliciti (1 woman vs. 600 men!, lo strillo "finalmente il romanzo sulla pornografia che tutti ci vergognavamo di aspettare", l'etichetta "adults only" francamente inguardabile) per essere inquadrata nella storia che va a rappresentare.

Ma perché in Italia c'è il brutto vizio di uniformare e rendere piatta la copertina di un libro in funzione non della riconoscibilità non del libro (o dell'autore), ma della collana in cui viene pubblicata?

In particolare Strade Blu è una collana che da questo punto di vista ha sempre sacrificato la grafica della copertina in funzione della immediata riconoscibilità della collana. Esempio clamoroso: Rabbia (sempre di Palahniuk: disegno astratto, etichettona posta al centro della copertina, che copre un buon 50% dell'immagine - ok, è astratto, direte voi. Embè?). Cambiate a Rabbia il titolo e l'autore nel pacchettino dell'etichetta e potrebbe essere un qualsiasi altro libro :-).

All'estero è tutto molto diverso (In Italia solo la Rizzoli - con la collana Exploit - sta facendo un ottimo lavoro, sperando che l'esperimento non si sia arenato dopo le prime uscite).

All'estero l'immagine dela copertina non è solo un'immagine di sfondo, è parte della copertina. A volte si sostituisce addirittura al titolo del libro: chi mai potrebbe proporre in Italia una copertina come questa (il titolo del libro in questione è ovviamente One Red Paperclip)?

In Italia l'immagine della copertina a volte è semplicemente una foto buttata là, o un disegno che può richiamare alla mente la tematica del libro che va ad illustrare. Il lavoro tipografico non esiste. Tutti i titoli sono scritti con il font della collana editoriale. Non c'è fantasia.

Per tutti i curiosi, segnalo questo sito in cui troverete molti esempi di creatività e di bella grafica per le copertine dei libri.

lunedì 9 giugno 2008

Choke!

by pio1976
Sta arrivando Choke, il secondo film tratto da un libro di Palahniuk dopo Fight Club.

Il libro in questione, in italia, si chiama Soffocare.

Il libro in questione, come tutti i libri di Palahniuk, è una figata.

Ecco il trailer:



(qui trovate il trailer anche in hd)

...per il 2009 è previsto anche l'adattamento cinematografico di Invisible Monsters... speriamo che vadano tutti bene come Fight Club, così magari ci scappa pure un film tratto da Diary e da Rant, (in Italiano: Rabbia - Biografia orale di Buster Casey), i due libri di Palahniuk che mi sono piaciuti di più.

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