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venerdì 7 agosto 2009

E conquista la diretta nazionale!!!

by Nick

Nei mesi scorsi si è svolto un oscuro lavoro di lecchinaggio, corruzione, appalti truccati ed eco mafie. Ho sopportato le mansioni più umili con un forzato sorriso. Ho preso carne per altri, tappato buchi non miei, lasciato chiodi sparsi nel territorio, alimentato voci di corridoio false e tendenziose.

Ieri ho raccolto un po' di quanto finora seminato. Ho chiesto un piacere a qualcuno in alto.

Oggi...oggi si è aperto così:

Come diceva qualcuno: "E so' soddisfazioni, chezzo!!"

lunedì 27 luglio 2009

Nicolò Bonazzi - La vendetta della terza linea (con copertina di Manara!)

by Carlo Manara


E' finalmente in vendita il primo romanzo di Nicolò Bonazzi...ma cosa vedono questi stessi occhi di questa stessa faccia: che bella copertina! Ma chissà chi l'avrà disegnata! Un genio! Un Artista! Ma no ... è Carlo Manara!
---fine parte autocelbrativa---

Il libro che andrò immantinente ad acquistare lo recensirò appena letto, intanto un piccolo abstract:
Presentazione
Marco B. ha ventotto anni. Il suo curriculum vitae è quasi noioso, quel genere di noia che rende felici le mamme e i papà. Non ha una ragazza fissa. Lo conoscono tutti, non ha amici veri. Niente di più normale. Ma con Marco B. niente è normale. Niente è a caso.

Cinque persone da rintracciare. Cinque balordi da punire. Una vendetta lunga una vita. La vendetta della terza linea.


Per i fans e le groupies metto anche la biografia dell'autore:
Biografia
Nicolò Bonazzi nasce a Camposampiero nel 1976. Dopo il diploma si trasferisce a Trieste dove consegue la laurea in scienze della comunicazione. Ha lavorato presso numerose aziende televisive, collaborando come autore, presentatore e responsabile di diversi programmi. Attualmente vive e lavora a Padova.

Correte qui a comprarlo:
http://www.altromondoeditore.com/shop/home/detail/577

giovedì 4 dicembre 2008

La peperonata al Plutonio

by Carlo Manara

Un amico mi scrive e io volentieri pubblico:

Ciao,

in allegato a questa mail c'è un immagine: è la copertina di un libro. Dentro il libro ci sono un sacco di parole che, sebbene a prima vista possano sembrare disposte in ordine casuale, se lette in sequenza faranno apparire una storia. E' un curioso effetto ottico che ho elaborato negli ultimi anni, mi ha preso molte energie ma l'effetto è davvero sorprendente. Ho deciso di chiamare questo processo "lettura", e il libro "Una peperonata al plutonio". L'epilogo del romanzo, per semplificarne la visione, è a fumetti.

Di cosa parla?

Il secondo dei due è convinto che, in quella calda estate del 2000, all’Expoo di Hannover ci sia una donna ad attenderlo. Il primo dei due sa per certo di essere appena stato scaricato e che Hannover dista da Venezia 2050 km, deviazioni turistiche comprese. Il secondo farebbe volentieri a meno dei novecento chilometri di deviazioni proposti dal primo. Il primo ha uno sdoppiamento di personalità che proietta il suo alter ego nei campi di aviazione del Belgio della prima guerra mondiale. Il secondo si convince che, tutto sommato, la donna che lo attende ad Hannover non gli presenterà mai il conto dei chilometri. Il primo dei due si chiama Galeazzo e i suoi Neuroni stanno per abbandonarlo, letteralmente parlando. Il secondo dei due si chiama Michele e il suo cuore è già partito da tempo, metaforicamente parlando."

Tutto questo e molto altro ancora nel peggior romanzo rosa degli ultimi cinquant’anni.

“Una Peperonata al Plutonio”
di Ardo Quaranta
Giraldi Editore
pagine 207
Ordinabile in tutte le librerie

volete saperne di più: www.la-peperonata.it

Magari questo libro ti capiterà tra le mani, lo leggerai con piacere e lo regalerai ad un amico pensando: io l’ho conosciuto l’autore, sembrava uno normale, uno come tanti. Oppure ti disgusterà e lo regalerai al tuo acerrimo nemico dopo aver cosparso le pagine di polvere pirica.

Oppure ti scalderà nelle fredde sere invernali, quando fuori tira la bora e dentro casa una scoppiettante Peperonata brucia allegra nel camino.

Molteplici sono gli usi a cui si presta questo libro, quindi perché perderselo?

Inutile dire che da esordiente letterario posso contare su una macchina pubblicitaria di collaudata e spietata efficacia, che per convenzione chiameremo "passaparola".

Potete diffondere questa mail?

Grazie, buona lettura,

Ardo Quaranta

lunedì 13 ottobre 2008

Il carattere distruttivo. Walter Benjamin e il pensiero della soglia

by Carlo Manara


E' uscito il libro della Emmetì, che correremo tutti a comprare.

Descrizione:

La nostra cultura tende a rapportarsi alla tradizione e all'avvenire in forma schizofrenica, dando luogo a una serie di polarità inconciliabili. O viene a trovarsi sbilanciata verso il passato - e, dunque, a proseguire nella commemorazione della tradizione fino agli esiti più disastrosi che ciò comporta (pensiamo ai fondamentalismi) - o verso il futuro, inteso come cancellazione nella forma della demolizione. Attraverso il concetto di "carattere distruttivo" Walter Benjamin insegna non solo a rapportarsi in modo nuovo con la nostra memoria, il nostro passato, la nostra tradizione, ma anche a comprendere le nozioni di passaggio, soglia, transizione. Egli propone un concetto "positivo" di distruzione, che non comporta la cancellazione totale di ciò che prima esisteva, ma rivela la traccia di quella facoltà conservativa per eccellenza a cui diamo il nome di memoria. Lo spazio in cui opera il carattere distruttivo è lo spazio dello sconfinamento, della possibilità del cambiamento e dell'emancipazione; lo spazio in cui è possibile tenere insieme passato e futuro, memoria e redenzione.

Ecco, magari per il capire quello che c'è scritto facciamo un'altra volta...

venerdì 28 settembre 2007

Alluminio

by pio1976
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E' con immenso piacere che vi segnalo il primo romanzo (spero di una lunga serie!) di Luigi Cojazzi, amico di amici (e quindi amico) e compagno di calcetti nel periodo più spensierato di molti di noi: il ginnasio *barra* liceo.

Sono davvero molto curioso.

Nota da grafico spaccacapelli e rompimaroni: passi il minuscolo del titolo, ma le iniziali di nome e cognome dell'autore in minuscolo, sulla copertina, nun se possono proprio guarda'... ("lasciatelo parlare... lasciatelo dire... è fissato con queste menate tipografiche...")

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