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giovedì 19 settembre 2013

Hand Made Font

by pio1976
Hand Made Font è una società fondata nel 2008 da due fratelli designer estoni, Vladimir e Maksim Loginov; è specializzata, nomen omen, nella creazione di font "fatti a mano": molti dei loro caratteri sono (ri)creati con elementi trovati in giro, che vengono sapientemente composti in forma di lettera, simbolo o numero, e fotografati.

Tipo: peperoncini!




Tipo: scintille!




Tipo: patate fritte!




Ogni famiglia di font costa circa 70€, altrimenti potete comprarne 10 per 250€, sennò potete portarveli a casa tutti e QUATTROCENTOCINQUANTATRE per soli 780€.

Consiglio anche il loro blog, dove si possono trovare diversi backstage divertenti.


mercoledì 18 aprile 2012

[NON RECE] THE ARTIST: typography F A I L

by pio1976
Ieri sera ho finalmente visto The Artist.

Qui sopra: il protagonista indiscusso del film, e cioè il soriso maggico di Mandrake,
nell'interpretazione magistrale di Gianni Del Giardino.

Bla bla, bel film, bla bla, interessante operazione di questi tempi, bla bla, Jean Dujardin spacca, bla bla, una ricostruzione dell'epoca davvero perfet-STOCAZZO.

Già dai titoli di testa, infatti, ho iniziato a provare una sensazione strana: guardavo le immagini scorrere e, lentamente, la mia attenzione patologic maniacale per quei particolari, pressoché trascurabili per i più, stava mettendo in moto il mio tipografico senso di ragno.

Mi spiego meglio: il film è ambientato tra il 1927 e il 1932 circa, ma la componente tipografica del film sembra non essere del tutto coerente con i canoni e le tecniche tipografiche dell'epoca; alcune esempi, tra gli altri:

- Il font usato nei titoli di testa è un po' più anni'70 che anni '20, con le maiuscole che richiamano un po' l'Avant Garde (che è per l'appunto, del '70).
- Ci sono scritte, nei corridoi degli studios, in Helvetica, che come sanno anche i sassi in molti è un font nato nel 1957. Ma forse ho visto male, e sono in Arial (ancora peggio... 1982).
- Font come il Plaza (che è del 1975), l'ITC Anna (1991) sono usati nei poster che compaiono nel film, poster che oltrettutto, all'epoca, erano rigorosamente disegnati a mano, lettering compreso; nel film, invece, locandine e poster utilizzano font, e hanno una grafica tipica della fotocomposizione.

Insomma, finito il film mi sono detto: sì, ok film molto bello bla bla Jean Dujardin spacca bla bla il cane è davvero simpatico bla bla ma peccato davvero che l'attenzione all'aspetto tipografico non sia stata all'altezza del resto.

Poi mi sono anche detto: ma vediamo un po' se sono l'unico mona pazzo che si è accorto dell'enorme F A I L tipografico della produzione... e indovina un po'? Non sono l'unico malato il solo! Ho trovato infatti un gran bell'articolo di Christian Annyas che parla approfonditamente di alcuni degli aspetti che vi ho appena accennato (e di altri ancora).

Eccolo: link -> The Artist vs. The Lettering Artist

giovedì 23 dicembre 2010

Comic Sans Criminal

by pio1976
Inizia così:



e poi sviluppa alcuni concetti che stanno alla base del fatto che il Comic Sans è oggettivamente orren poco indicato per alcuni scopi.

link -> Comic Sans Criminal

(true story: digitando "comic sans" su google, come primo risultato, prima ancora della pagina di wikipedia dedicata al font, compare questo link).

lunedì 10 marzo 2008

The quick brown fox jumps over the lazy dog*

by pio1976
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Just Creatve Design pubblica un elenco dei 30 font che tutti i designer dovrebbero avere (15 graziati, 15 bastoni).
E indovina un po'? Il Comic Sans non c'è, ovviamente.


Smashing Magazine invece linka più di 40 font gratuiti.


Ultimo ma non ultimo: non riuscite a capire di che font si tratta?
Avete tre opzioni:

1. Identifont (attraverso una serie di domande (->abbastanza inutile, secondo la mia esperienza personale)

2. What the font (caricate un jpg di un esempio di testo e *magicamente* salta fuori il nme del font. La precisione varia a seconda della definizione delle lettere presenti nel jpg.

3. Chiedere al sottoscritto ;-)

*Il titolo del post non è altro che la frase che si utilizza per l'anteprima di un font, in quanto è una frase che contiene TUTTE le lettere dell'alfabeto (=pangramma). Come sempre Wikipedia è piena di informazioni al riguardo.

Anche Umberto Eco si era cimentato con il pangramma partorendo un "Berlusconi? Quiz, tv, paghe da fame" (fonte).


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