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martedì 20 settembre 2011

[Rece] Drive di Nicolas Winding Refn

by Nick



E' un po' di tempo che ho per le mani questo Walhalla Rising di tale "Ventoso" Refn, regista poco conosciuto (eufemismo per: mai coverto!), un attore bravo già apprezzato in un paio di lungometraggi (tipo questo e sopratutto questo, grazie Cineforum Antonianum!!), paesaggi e silenzi nordici che a mmmiamogghie ci piacciono tanto. Ho recuperato il film in tedesco e, via internet, dei sottotitoli in inglese. Il tizio che mi ha spacciato il pezzo mi assicura che "in tutto diranno sì e no 3/4 battute, vai tranquillo, è un film più d'azione che di dialoghi." Rassicurato procedo, metto tutto su vlc e parto. Niente da fare. Ci provo varie volte - da che si ha un bimbo la possibilità di divanizzarsi e vedere film alla sera si è praticamente azzerata - ma non combino a sintonizzare dialoghi e sottotitoli, e sinceramente seguire una trama dove dopo venti minuti di silenzi nordici un vichingo partorisce un "Achtung!", e dopo venti secondi arriva un interessante "Caution!" sottotitolato, mi atterrisce vieppiù, per cui rimango con una certa curiosità di vedere come finisce e un discreto fastidio per il Walhalla tutto.

Non contento il mio pusher di fiducia mi propina Bronson, stesso regista stessa preannunciata orgia di violenza estrema e sagacia registica, il tutto confezionato in un intrigante blu ray. Ce l'ho li anche questo, dvd appoggiato sulla playstation da una settimana, prima o poi avrò anch'io un paio d'ore di relax per tirarmi quest'ulteriore mazzata sullo stomaco. Ma ieri si esagera: anteprima italiana di Drive, due biglietti omaggio, ex Warner Village, Torri di quartesolo con tappa al McDonald's prima di...come rifiutare?

Ok, per una sciagurata serie di circostanze va a finire che il primo film che mi vedo di questo Refn è anche l'ultimo girato. Vabbè, pace, non è il primo caso, non sarà l'ultimo. Mica si ha sempre la fortuna di scoprire un Nolan da "Following" o un Aronofsky da "P". (Quanto me la tiro!) Peraltro la prima scena me l'ero già sparata in anteprima (quindi anteprima dell'anteprima, tipo Inception!) alla proiezione di Super 8, ed era andata a finire che i dieci minuti di anteprima di Drive erano sostanzialmete assai meglio di due ore di Super 8. Opinione riconfermata quando la rivedo: inseguimento stradale muto, ritmo scandito dalla radiolina della polizia, telecamera sempre dove la vorresti, tensione che sale e rimane li, appiccicata al petto come la canottiera ad agosto.

Poi per un'ora non succede più niente, il personaggio acquista un po' di spessore umano, ci vengono introdotti gli altri characters, c'è un bambino non insopportabile, la gigia di turno è carina e coccolosa e non figa e irrimediabilmente inespressiva, c'è Ron - penitenziagite! - Perlman che fa Nino, allo stesso tempo italiano ed ebreo e cmq mafioso, c'è una storia che per un attimo ci pensi anche che potrebbe arrivare all' happy ending. Poi lui estrae un martello (non è uno spoiler, se guardi bene c'è già nella locandina del film.) e improvvisamente tutto torna.

E' chiaro che Oldboy ha fatto scuola, e che un paio di lezioni del prof. Tarantino tutti i cineasti più o meno emergenti le hanno frequentate. Ma il tutto è ben mischiato e restituito con originalità e soprattutto STILE. Questo è un regista con i controcazzi, e non lo dico solo perchè a Cannes se ne sono accorti e gli hanno consegnato la Palma d'oro per la regia. Lo dico perchè questo Refn il mestiere lo conosce e lo applica. La script non è originale? Lo interpreto e lo rendo convincente. L'attore non è Brando? Ok, gli faccio fare una faccia, una sola per tutto il film, e lo rendo convincente. Poi l'uso dei ralenty è di John Woo. I silenzi e le improvvise esplosioni di violenza sono di Park Chan Wook. I dialoghi surreali prima dei massacri sono di Quentin. Ok. Ma tutto ciò che li lega è Refn puro e crudo. E vale la pena. Porca miseria se vale la pena.


Bonus: la rece dei 400 calci

Bonus 2: Penitenziagite!




giovedì 6 maggio 2010

Dedicato agli innamorati

by Nick

Colto da inusitata commozione da primo anniversario nascita Ex Mannara mi sdilinquisco un po’ in un post che già dal titolo dovrebbe tener lontano i cuor di pietra e gli amanti dell’originalità.

Come mai questa scelta azzardata? A parte il succitato compleanno di Carlotta, lo spunto mi viene dall’ultima puntata di Scrubs. Ma quanto ci piace Scrubs! E’ una serie che ho iniziato a vedere sul divano di casa dei miei, circondato dalle mie sorellastre. Se non vado errato lo trasmettevano già allora alle 20 di sera, quindi la nostra visione era limitata al tempo che dall’inizio puntata trascorreva sino al ritorno del babbo da lavoro, circostanza che in casa Bonazzi, invariabilmente e da che ho memoria, segna l’inizio della cena e riporta la televisione alla primordiale funzione di puro sottofondo/giornale radio. Per ovviare all’ inconveniente e per guadagnare secondi preziosi di puntata, noi fratelli maggiori si spediva la carne da cannone/le sorelle minori, rigorosamente una ogni 5 minuti, a distrarre il vecchio con coccole e futile anedottistica scolastica, ritardandone quanto più possibile il suo sedersi a tavola. Ovviamente il trucco non sempre funzionava, e molto più spesso si finiva col rimediare la replica alla domenica mattina. Poco male.

Col mio passaggio in casa Zecchin le cose sono migliorate, ma non così tanto. Da bravo maschio italiano ho provato a relegare la moglie in cucina a prepararmi la cena, mentre io, espletate le consuete formalità del ritorno a casa, doccia, ciabatta, mutanda comoda, mi approcciavo al divano e al mio telefilm prediletto, ma niente da fare. Le otto di sera rimangono l’ora di cena, c’è poco da fare, e l’ora di cena implica (univocamente!) il racconto di tutti gli atroci misfatti commessi ai danni della moglie, da che si leva dal letto sino al momento del ricongiungimento coniugale. Quindi mi devo gustare la compagnia di J.D. e company con un orecchio alle battute ed un altro alla consorte, stando peraltro ben attento a non farmi sgammare nell’atto del tradimento acustico. Quindi posso ridere solo durante le pause del discorso di B., e non sempre è semplice. In questo modo mi sono visto anche l’ultima puntata, che per varie circostanze avevo perduto quand’era uscita.

Pur assai commosso nel ritrovare tutti i vari comprimari sullo schermo non mi sfugge che in sottofondo Peter Gabriel sta cantando qualcosa che non ho mai sentito. Un veloce salto su Youtube mi permette di identificare il brano in questione e di dare finalmente un senso al titolo di questo post, che speravo di riuscire a rendere molto più breve e interessante, ma che ci volete fare. Avrei potuto trovare una versione con il grande Peter che canta, ma ho visto prima questa e mi ha emozionato, e la foto dei vecchiotti che suonano assieme a metà brano è una vera chicca per chi, come me, ama la fotografia, e come tale un plus non indifferente.

P.s. Nella finale stesura del pezzo ricevo e volentieri pubblico una dedica da parte di un ascoltatore:

“A Mario B. con tanto tanto affetto dal suo amico Francesco T.”

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