lunedì 17 gennaio 2011

[RECE] 127 Hours a.k.a. 127 Ore

by Unknown
Hi there, sono Clarence Treshaun Powers Jr. Se volete sapere cosa ci faccio qui dovete leggere questo post.

Dopo True Grit a.k.a. Il Grinta, sono qui a recensirvi un altro film che qui da noi negli USA è uscito e da voi no (pap-pa-rap-pé-ro!).

Di che film si tratta?

Di 127 Hours, o come verrà chiamato quando uscirà lì da voi: 127 Ore.



Per parlare di questo film devo necessariamente spoilerare, ma mi sono studiato un metodo per fare in modo che chi non vuole leggere lo spoiler non lo legge. Mi spiego meglio: scriverò le parti spoilerose in bianco (pare infatti che bianco su bianco sia un po' difficile, da leggere), così se vuoi leggere lo spoiler basta che selezioni il il testo compreso tra le etichette [spoiler] e [/spoiler] e riuscirai a leggerlo. C'è un unico grande difetto di questo metodo: alcuni reader di rss non contemplano il cambio di colore fatto con i tag html, quindi se mi stai leggendo da Google Reader, o da qualunque altro reader di feed rss, per sicurezza leggiti questo post direttamente dalla pagina del blog.

Facciamo una prova del metodo anti-spoiler?
Ok, selezionate il testo bianco scritto qui sotto, tra gli [spoiler]:

[spoiler] Darth Vader è il padre di Luke!!![/spoiler].

(Ah, avrai notato come sia diventato decisamente più bravo in Italiano... mi sono fatto aiutare dal mio roommate veneto Bepi Schiavon da Spinea, che coglie l'occasione per chiedermi di scrivere che A pianto de dona e a sudor de cavalo, badaghe poco.

Capito come? Ok, procediamo!

Trama in due righe, come al solito cito da imdb.com:
A mountain climber becomes trapped under a boulder while canyoneering alone near Moab, Utah and resorts to desperate measures in order to survive.
Bepi lo traduce in italiano:
Un montanaro xe drio farse i giri da soeo sora una montagna deo Iuta che zè piena marsa de buzi e galerìe, cò fa na cassada e va in merda; a 'sto punto, no, gà da inventarse na maniera par cavarse via dei casini. E bada ben che xè casini grossi, ahn.
(non sono sicuro che sia proprio l'italiano che sto studiando sui libri, ma Bepi garantisce che è giusto e precisa anche che se la dona move l'anca o l'putana o poco ghe manca.)

Comunque la storia probabilmente l'avrete già sentita, dato che è piuttosto recente, e ai tempi (2003) era stata ripresa dai giornali e telegiornali di mezzo mondo; è questa (da wikipedia): Nel 2003 Ralston, Ingegnere meccanico di 28 anni, aveva deciso di dirigersi al Canyonlands National Park dello Utah per un trekking solitario. Durante la scalata [SPOILER!]smosse accidentalmente un masso, che gli bloccò il braccio destro. Per cinque giorni Ralston cercò di liberarsi, senza successo, e stremato e disidratato, decise allora di amputarsi l'arto.[/SPOILER]

- Cut the crap Sì, vabbè, ma com'è 'sto film?

- E' un film bellissimo.
- Ohibò! Addirittura bellissimo?
- Sì. E vi spiego perché:

1. Danny Boyle forget about it che te lo dico a fare. Uno che meriterebbe un Oscar alla Carriera sulla fiducia. Trovate molto interessanti, come capita SEMPRE in TUTTI i suoi film. (in questo: [SPOILER!]la soggettiva da dentro le borracce, lo split screen, il finto auto talk-show, e many more)[/SPOILER]

2. Un James Franco PAZZESCO! Vincerà l'Oscar? Boh, pare che se la dovrà vedere, tra gli altri, con Colin Firth (The King's Speech) e Jeff Bridges (True Grit). Chissà chi vincerà tra un re balbuziente, un pistolero guercio e sovrappeso e uno che [SPOILER!]si trancia un avambraccio da solo dopo essere stato cinque giorni senza mangiare né bere - se si esclude quella strana forma di autoproduzione di bevanda tanto cara a Eleonora Brigliadori[/SPOILER]. Fatto sta che in questo film, per un buon 90% del tempo, c'è SOLO lui.

3. Tematiche Importanti, in primis il conflitto tra destino predeterminato e libero arbitrio, e di come, posto di fronte a situazioni estreme come quella vissuta dal protagonista, l'uomo sia inizialmente portato a cercare una logica confortante nell'ipotesi predeterministica [SPOILER]salvo poi ribellarsi a questa concezione blindata e mandare affanculo destino e dolore con un'unico, piccolo, coltellino spuntato AAAAAAARRRRRRGHGHHHHHH[/SPOILER].

Avvertenza doverosa: io (come p!O, da quanto ne so) non sono un tipo che si impressiona facilmente, tipo che non ho grossi problemi con ferite, prelievi, Saw etc. etc., ma qui, holy Jesus on a stick! cazzarola, qui a momenti sto male davvero. Se tanto mi dà tanto intorno all'11 febbraio i giornali si inizieranno a riemmpire di notizie di gente che sviene al cinema. (Non sto scherzando).
Quindi se vi portate al cinema mogli, fidanzate o mamme, accertatevi che non siano facilmente impressionabili. Oppure portatevi questi.
Ma andate a vederlo, mi raccomando, perché è un film bellissimo!

See you soon!

Clarence T. Powers, Jr.

4 commenti:

Kecco ha detto...

C'hai recensito due film da niente insomma.
Per quanto mi riguarda True grit è una priorità e se mi confermi che si trova, così come 127 Hours (*), in buona-ottima qualità vado a bagnarmi nelle fresche acque del torrente.

(*) questo l'avevo visto come promo sul sito apple/quicktime... james franco è proprio in gamba...quindi non vincerà un cazzo (**) fino a 60 anni

(**) detto questo l'Oscar 2011 non glielo toglie nessuno (***)

(***) detto questo l'Oscar 2011 non lo vincerà di sicuro (****)

(****) detto questo l'Oscar 2011 non lo vincerà di sicuro (*****)

...and so on...

Il proiezionista ha detto...

Andateveli a vedere al cinema, film del genere... (soprattutto true grit, che è poco più di uno screener...) :-)

Certo, se anche da noi i cinema iniziassero a proporre film di prima visione in lingua originale, sottotitolati, come avviene in alcune grandi città...

Carlo Manara ha detto...

Per chi volesse:
La Facoltà e i Corsi di laurea in Economia Internazionale, organizzano una Rassegna di film in lingua inglese con sottotitoli in inglese.
La rassegna, ad ingresso libero, si svolgerà al Teatro Ruzante ogni lunedì (ore 18.45) a partire dal 17 gennaio 2011.
Le schede dei film saranno disponibili nella pagina web della Facoltà alla voce “Servizi agli studenti”.
http://www.scipol.unipd.it/news.aspx?idn=531

Ps: chiaramente rimane comunque meglio il cineforum antonianum

Unknown ha detto...

Iniziativa interessante ma programma un po'... "datato"... Io voglio le prime visioni, in lingua originale, voglio capire perché Colin Firth vincerà l'Oscar e invece James Franco no... Onestamente mi importa poco del valore "culturale" della proposta, e dubito che ci sarà il pienone per vedere "Il Laureato" in lingua originale (ora che l'ho detto, la coda inizierà sotto casa mia).

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