venerdì 8 aprile 2011

[RECE] We Will Rock you

by Unknown
Ieri sera si è andati a vedere We Will Rock You, musical prodotto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May dei Queen.



La trama, da wikipedia: Il musical è ambientato tra circa trecento anni, in un futuro orwelliano. Il pianeta Terra è stato rinominato Pianeta Mall ed è controllato dalla Globalsoft Corporation. Sul Pianeta Mall i ragazzi, detti Gaga Kids, ascoltano solamente la computer music, vestono allo stesso modo e pensano alle stesse cose. Gli strumenti musicali sono stati aboliti e la musica rock è sconosciuta.

Questo è il prologo. Poi due dei ragazzi si ribellano, scappano, si uniscono alla resistance, si innamorano, trovano una chitarra, sconfiggono i cattivi a colpi di rock, We Are The Champions e via, sipario.

Canzoni dei Queen a scandire gli eventi , e fin qui tutto bene.

Ma.
Ci sono una valanga di ma.
Anzi: più che di ma ci sono un numero imprecisato di facepalm.

Si parte e la situazione di partenza viene descritta dalla prima canzone, Radio Gaga, che però... è in Italiano.





Ci guardiamo increduli, pensiamo “Cazzo, se è tutto in Italiano è Una. Vera. Merda”.
Poi però scopriamo che, fortunatamente, tutte le altre canzoni (a parte No one but You) sono in inglese, quindi almeno le canzoni sono quelle originali.

Finita Radio Gaga e finito l’imbarazzo iniziale, scopriamo che tra una canzone e l’altra c’è, di volta in volta, una parte recitata che serve a fare da collante tra le canzoni, e qui arriva il secondo, clamoroso, facepalm.





I dialoghi recitati tra una canzone e l’altra sono VERAMENTE IMBARAZZANTI.
E non parlo della trama generale, che evidentemente è quella originale, ma proprio dell’adattamento italiano dei dialoghi, dato che quasi metà delle battute è stata adattata per i nostri teatri, “italianizzando” ogni riferimento musicale (il testo è pieno di citazioni). E i riferimenti musicali non sono esattamente quelli compatibili con un fan dei Queen, ma è roba proprio terra-terra nazional-popolare del tempo che fu, tipo Orietta Berti e Adriano Celentano (giuro). Poi ci sono le eccezioni “moderne”, dove però nella migliore delle ipotesi spunta Jovanotti, e nella peggiore il protagonista dice alla sua compagna di avventure “ti raserò l’aiuola” (giuro).





In pratica sembrano due spettacoli diversi: da una parte le canzoni ottimamente interpretate e ben coreografate, dall’altra questi intermezzi recitati, davvero tristi.

Ho cercato di dare un nome ai responsabili di questo scempio, però mentre su wikipedia si legge “La traduzione del testo e l'adattamento italiano è di Raffaella Rolla e Alice Mistroni, sul sito ufficiale del musical la prima viene accreditata come “consulente di produzione”, la seconda non viene nemmeno citata. Mah. Poi nel sito della Mistroni si trova conferma del suo ruolo, quindi so contro chi rivolgere le mie critiche.

Poi, in ordine sparso:
- Il musical si svolge nel 2300. Secondo gli autori, nel 2300 la gente parlerà ancora di MySpace (di cui praticamente non si parla più già adesso) e userà ancora il mouse. Ah, e ci saranno uomini che alla vista di una cosa stupefacente esclamano “troooppo figo!” come le sedicenni che leggevano Cioè.
- Ottimi gli interpreti nel cantato, mentre per la recitazione giudizio un po’ più basso... Menzione speciale per Salvo Bruno / Khashoggi / Dottor Male, unico personaggio che mi ha provocato qualche grassa risata.
- Musica ottima (e come potrebbe essere diversamente, del resto), suonata live da un'ottima band e amplificata bene (volume loud, bene così).
- Molto bello il finale, con la sorpresa di Bohemian Rapsody.
- Estremamente weird la scena in cui i ribelli elencano i morti celebri del rock, con applauso del pubblico dopo ogni nome (una delle cose più tristi che abbia mai visto. "Jimi Hendrix! [applauso]. Janis Joplin! [applauso] LUCIO BATTISTI! [applauso]", poi altri nomi, e stranamente -visto il livello dei nomi italiani citati nel musical- non viene ricordato anche Mino Reitano. Due interminabili minuti di tristezza infinita).





Poi alla fine il teatro era pieno, eh, e la gente (a parte noi) sembrava molto soddisfatta e applaudiva e rideva, quindi forse siamo noi ad essere particolarmente esigenti o particolarmente “educati” a un certo tipo di umorismo un po’ più alto di quello messo in scena dal musical. Ok, suona molto snob, detta così, me ne rendo conto, ma non ci posso fare niente se non mi fanno ridere uscite come “(lui) Devo impegnarmi! Devo mettermi sotto” “(lei) Sì! Adoro lo smorzacandela!” (giuro).

Insomma, uno spettacolo appena appena appena sufficiente, nel complesso, che però un merito ce l'ha: fa tornare una gran voglia di vedersi un concerto dei Queen.

Per finire un aneddoto della serie La Graz è Sempre La Graz: sul “So you think you can stone me and spit in my eye?” di Bohemian Rapsody mi dà di gomito e, lapidaria: “Eh, qui Axl Rose dava il meglio, eh”. Pensandoci, a distanza di 18 anni... ma quanto epico è stato, il Freddie Mercury Tribute?

7 commenti:

Rafu ha detto...

http://youtu.be/f7fRbuyNSXQ
Ma Elton che si alza e il piano che continua a suonare??? PRICELESS...

DrD. ha detto...

Ma si che a Londra è un musical in scena da anni! Ma vuoi che si sia perso tutto con la traduzione?
E' possibile, ma...

Che schifo.

Dome

DrD. ha detto...

Sembra che abbia messo mano anche a Mamma Mia...

DrD. ha detto...

Meno male che è "Perfettamente bilingue italiano e americano.".

Ripeto.

Mah

Anonimo ha detto...

Mi sono imbattuto solo ora in questo commento su We Will Rock You.
Siccome è un musical che apprezzo e conosco abbastanza bene, volevo dare il mio "contributo" a questa recensione.

Volevo precisare che "purtroppo" la "versione" italiana di questo Musical in realtà sono due versioni, la prima (quella riportata sul sito ufficiale e su wiki) con l'adattamento di Raffaella ed Alice, revisionata dai responsabili inglesi del musical e leggermente revisionata e curata dal regista.

Questa versione (come prevedevano le note di adattamento)) aveva un adattamento dei jokes inglesi in similari italiani come l'adattamento delle canzoni (tra parentesi tutte le versioni non anglofone prevedevano 5 canzoni tradotte invece delle 2 italiane, a parte la versione spagnola dove furono tradotte tutte) e qualche riferimento alla cultura musicale del paese indipendentemente dalla logicità della citazione, mischiando citazioni serie e leggere appositamente purché facilmente riconoscibili (ecco perché si cita la Berti e non artisti più moderni) quindi volutamente non prese dall'universo Queen (anche nella versione originale ci sono riferimenti a Beatles, Spice Girls, canzoncine da bambini ecc ecc).
E così è stato per quasi tutta la prima stagione.

Al regista piace "giocare" con i personaggi e gli artisti lasciandoli "liberi" di improvvisare.
Perciò come lui stesso ha ammesso in un'intervista di aver "stravolto" l'adattamento italiano originale dandone un'interpretazione più ironica e comica.

E' quindi questa "versione due" che recensite.

Come premesso conosco ed apprezzo questo musical ma quest'ultima versione lascia molto perplesso anche me.

Il "ti raserò...." è una dei vari momenti "imbarazzanti" di questa versione di spettacolo anche per uno come me che lo apprezza molto.

p.s.
Mi permetto questo commento "forte" delle circa 15 visioni dello spettacolo tra versione inglese, italiana, tedesca, e spagnola. Conosco anche un paio di artisti che facevano parte del cast.

Unknown ha detto...

Grazie mille del commento, la precisazione è stata molto gradita. :-)

Anonimo ha detto...

Mi associo e ci butto il carico per me è una merda i i cantanti di tanto in tanto sono bravi ma i dialoghi sono patetici e anche le musiche rimaste in inglese sono storpiate
L'insieme una gran palla che ti fa venire voglia di lanciarti dal palco per verificare se sei ancora vivo.

Quando recitano ti viene voglia di picchiarli sembra fatto per bambini rincoglioniti

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