martedì 16 ottobre 2012

[RECE] Being Elmo: A Puppeteer's Journey (e "Dei Documentari Nei Cinema")

by Unknown
Ogni tanto perdo qualche decina di minuti a sfogliare i trailer dei film in uscita; non di quelli in uscita IN ITALIA, bensì dei film in uscita negli US of A.
Già, perché delle produzioni ammereghane, in Italia, ne arriva sì e no un cinquanta per cento. Del restante 50%, una buona parte è rappresentata da documentari, genere di cui sono vorace spettatore.

Ogni tanto capita un trailer che mi intrippa tantissimo; seguono maledizioni derivanti dalla consapevolezza che nelle sale italiane, quel documentario, non arriverà mai*; segue rimozione del ricordo, segue causale imbattersi nella notizia che, di quel documentario, sono stati rilasciati dei sottotitoli, segue spasmodica ricerca del film, segue visione del film, segue gioia.

Uno dei documentari in questione, e l'ultimo che ho visto in ordine di tempo, è Being Elmo: A Puppeteer's Journey, la storia di come Kevin Clash, da ragazzino della periferia di Baltimora, sia diventato, per usare un'espressione cara ai miei più affezionati lettori, Master Of Puppets per i Muppets, per i quali ha ridato vita, con successo inaspettato, a un pupazzo che era caduto nel dimenticatoio. Elmo, per l'appunto.



Si parte da Baltimora, dove Kevin Clash è nato e cresciuto, si passa per (e si parla soprattutto del)l'incontro con la mente creativa dei Muppets, Jim Henson, e si arriva fino ai giorni nostri, attraverso un percorso affascinante, anche dal punto di vista tecnico-artistico.

La cosa più interessante del documentario riguarda però un aspetto che non è immediato, ma che a un certo punto del film arriva come una freccia.
Piccola premessa per chi non conosce bene il personaggio (nemmeno io lo conoscevo bene, al di là di qualche reminiscenza di quand'ero bambino e di qualche cartone che guardo insieme alle mie bimbe): Elmo è praticamente la personificazione dell'amore inondizionato; questo colpisce molto soprattutto alla luce della storia di Kevin Clash, o ancora meglio del sostegno incondizionato che ha avuto dai propri genitori.

Mi spiego meglio.

Immaginatevi di avere una passione fin da bambino. Una passione che, da bambini, è perfettamente normale, ma via via che si cresce e si diventa adulti diventa un po' weird: la vostra passione è giocare coi pupazzi.

A - che so - 16 anni andate dai vostri genitori e gli dite: "Papà, mamma, da grande voglio fare il PUPAZZARO". Probabilmente mio padre e mia madre mi avrebbero detto, eufemisticamente e nella migliore delle ipotesi: "...sei proprio proprio proprio sicuro?"

I genitori di Kevin, invece, lo supportano subito con entusiasmo, senza battere ciglio. "Vai a New York, Kevin, vivi il tuo sogno!". Notevole, eh?
Altro esempio: ad un certo punto si racconta un aneddoto: il piccolo Kevin trova in un armadio un trench, del padre, con inserti in pelliccia, cosa che ispira il ragazzino a prendere il suddetto trench, TAGLIARLO CON LE FORBICI e FARNE UN PUPAZZO.
Mio padre mi avrebbe rincorso per casa, credo... invece qual è la reazione del padre di Kevin? "Come l'hai chiamato, il pupazzo? Ah, ok, la prossima volta, però, chiedi."

Hai un sogno, figlio? Faremo di tutto affinché il tuo sogno si realizzi. È una cosa che colpisce e dà molto da riflettere, sull'Essere Genitori, no? Una bella lezione.

Se devo trovare un difetto al documentario (e non è un difetto da poco, eh) è la mancanza di approfondimento sulle origini della passione di Clash: la cosa è un po' abbozzata... ma nel complesso rimane un bel documentario, che racconta una bella storia.


*per giustificare asterisco e titolo del post chiudo con un piccolo spazio "locale" diviso in due punti:
1. Mi lamento spesso del fatto che i documentari di un certo tipo, nel nostro paese, nei cinema non arrivino MAI. Ultimamente qualcosa si muove: i cinema del circuito The Space proiettano documentari interessanti nell'ambito del loro programma Extra. Nello specifico, il 22 e 23 ottobre torna nelle loro sale (padovani: tutti a Limena!) il documentario sui primi vent'anni di carriera dei Pearl Jam, PJ20, di cui vi avevo parlato un po' di tempo fa)
2. Proprio a Padova, nei prossimi giorni, e precisamente dal 18 al 21 ottobre nelle sale del cinema Porto Astra, si svolgerà il Detour Film Festival. All'interno della rassegna si potrà vedere, tra le altre cose interessanti, una retrospettiva dedicata a Werner Herzog, con la proiezione di 3 suoi documentari (Cave of Forgotten Dreams , Encounters at the End of the World e Into the Abyss).
Andateci: occasioni per vedere al cinema certi documentari sono da prendere al volo.

1 commento:

Giacomo Brunoro ha detto...

è il sogno americano baby!

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