martedì 4 gennaio 2011

[RECE] Enter The Void di Gaspar Noé

by Unknown
Gaspar Noé è un regista francese argentino, il cui precedente film, Irreversible, era balzato agli onori della cronaca più per la scena della metropolitana del sottopassaggio con Monica Bellucci -googlate- che non per i meriti artistici (giustamente? Boh. Non l'ho visto, il film. Ma riparerò, dato che su imdb ha un lunsinghiero 7.3)

Di Gaspar Noé però, attirato dal trailer, ho recuperato l'ultimo film, Enter The Void.

Trailer!



Premessa: dura 2h40', l'ho visto grazie allo spezzettamento, dato che di questi tempi, con due uragani in casa e ore e ore di sonno arretrato, mi è impossibile ritagliarmi 2h40' di tempo libero ininterrotto. Magari se ve lo sparate in un'unica soluzione potreste risentire della durata, credo. Ma forse no.

Ma veniamo a noi.

Che dire: mi sono trovato di fronte a un film... come dire... particolare.

No, giusto per darvi un'idea: ecco i titoli di testa (apprezzati anche da Tarantino: "Hands down best credit scene of the year … Maybe best credit scene of the decade. One of the greatest in cinema history”, qui).



L'aspetto psichedelico del film deriva dal fatto che l'incipit del film è il seguente: un ragazzo, arrivato a Tokyo con la sorella, si stona di brutto con ogni tipo di droga, sintetica e non. Questo aspetto è determinante, unito al fatto che il tipo, su consiglio di un amico quasi altrettanto tossico, è in fissa con il Libro Tibetano dei Morti (riassunto del Libro: quando muori, il tuo spirito non sa come ingannare il tempo che passa tra la morte e la reincarnazione, quindi ti fa: A. rivivere pezzi della tua vita e B. svolazzare in giro a curiosare nel presente, il tutto condito dal fatto che C. ti si incasina non poco la percezione delle cose).

Il ragazzo in questione, all'inizio del film, si fa duro di DMT (dando così occasione al regista di mostrare, in una interminab suggestiva sequenza, le proprie potenzialità come visual artist di effetti visivi di iTunes), e poi, dopo pochi minuti, fa una [SPOILER ALERT] brutta fine.
A quel punto il suo spirito inizia a vagare, cucendo insieme pezzi di passato che vanno a completare i vuoti creatisi nello spettatore dopo le poche informazioni trapelate dal prologo: chi è questo ragazzo? Cosa ci fa a Tokyo? E come ci è finita, anche sua sorella, a Tokyo? E soprattuto: ma quanto pagheranno, di Enel, 'sti Giappi, con tutte 'ste lucette?

Anyway: è questo continuo rimando a passato e presente la cosa più affascinante del film, oltre allo stile adottato dal regista: il film è TUTTO girato in soggettiva, quindi lo spettatore DIVENTA il protagonista. Nei primi minuti la scena è dal punto di vista del protagonista (con tanto di battito di palpebre); poi, dopo il fattaccio, la camera si muove quasi sempre aerea, a seguire dall'alto i personaggi: lo spirito prima rivive brandelli della vita passata, incastrandoli tra loro e raccontando la storia del protagonista; poi lo stesso spirito assiste, impotente, agli sviluppi delle vite dei personaggi coinvolti.

Metteteci poi un montaggio che definire affascinante è dir poco; un bel tappeto sonoro; una Tokyo iper-illuminata e iper-decadente, e il gioco è fatto.

È quindi Enter The Void uno dei film più belli visti dal sottoscritto?


Forse no, ma è sicuramente uno dei film più strani* che mi sia capitato di vedere. Talmente strano da essere qualcosa di (occhio che arriva il parolone) unico nel suo genere.

Peccato non poterlo vedere al cinema, ma soprattutto - attenzione! - peccato non poterlo vedere in 3D. Già, perché siamo di fronte a uno di quei pochissimi casi in cui il 3D sarebbe d'ulteriore aiuto nel perdersi nei labirinti mentali del protagonista (e nella regia allucinogena di Gaspar Noé).

Da vedere, insomma. Sicuramente.

E chiaramente lo esigo al Cineforum Antonianum 2011/2012** (e inserisco un nuovo tag per individuare quelle che potrebbero essere le candidature alla prossima stagione :D***)




* strani in senso buono, non strani tipo il primo terzo di Taxidermia.

** già mi immagino le Facce Di Quelle Signore durante l'ultimo, impegnativo, quarto d'ora.

*** ovviamente, se doveste fare una retrospettiva sul cinema Ungherese, sai già cosa mettere in cartellone.

5 commenti:

scripta ha detto...

non credo sia adatto al cineforum. inoltre lo ha usato talmente tanto che posso dire IL TILTSHIFT HA ROTTO IL CAZZO. e poi la sorella è un figon, certo, però nel complesso il film non è una cosa indimenticabile. indugia troppo su frattali e frattaletti da lidl e due ore e 35 minuti sono un filino troppo.
se non mi piaceva venivo a prenderti a casa. sul finale secondo te era la mamma o la sorella?

Unknown ha detto...

...mi ricordo male o alla fine, la madre... ha il viso della madre del protagonista? O almeno io l'avevo interpretato così... il loop ci stava, nell'ottica del film.

All'inizio, la sequenza dei frattali ti fa dire "boiadè, voglio vederlo in 3D!"; poi però, dopo cinque o sei minuti (di orologio, eh, non è un modo di dire) ti trovi invece più sul "se è tutto così, mi ammazzo".

Il campanello non ha suonato... quindi alla fine ti è piaciuto?

scripta ha detto...

teh. diciamo di sì, diciamo. però c'ha una lista di difettazzi infinita.

Fabiola ha detto...

Io studio cinema ed è sempre entusiasmante seguire i folli esperiementi di Gaspar Noè! Dopo Irreversible non voglio assolutamente perdermi Enter the Void! Inoltre, pare che il 9 dicembre sarà lanciato anche in video on demand su questo sito http://www.ownair.it dove sarà scaricabile in lingua originale!

Unknown ha detto...

Grazie del suggerimento, Fabiola!

(grazie al link si evince che il film uscirà ANCHE NELLE SALE il 9 dicembre, ottima occasione per vederlo al cinema, con una bella dose di pazienza e pelo sullo stomaco O_o)

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